Il previsto sciopero autotrasporto è al centro dell’attenzione della Commissione di garanzia sugli scioperi. L’Autorità ha chiesto all’associazione Trasportounito di revocare il fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci programmato dal 20 al 25 aprile 2026, oppure di riformulare l’azione collettiva nel rispetto della normativa vigente.
Questa misura mira a garantire il corretto equilibrio tra diritto di sciopero e continuità dei servizi essenziali.
Motivazioni economiche dello sciopero
Il fermo proclamato dai camionisti è legato all’aumento del costo dei carburanti. Il gasolio resta stabilmente sopra i 2 euro al litro, con un rialzo che ha vanificato il taglio delle accise previsto dal decreto carburanti del 18 marzo, in scadenza il 7 aprile.
Il presidente di Trasportounito, Franco Pensiero, ha definito la situazione un’“assoluta emergenza”, sottolineando come l’aumento dei prezzi incida in modo letale sui bilanci già fragili delle imprese di autotrasporto e potrebbe rendere inevitabili i fermi dei Tir.
Violazione del preavviso minimo e rarefazione
Secondo la Commissione di garanzia sugli scioperi, lo sciopero non rispetta il preavviso minimo previsto dalla legge 146 del 1990 e viola la regola della rarefazione oggettiva, essendo vicino al fermo del Comitato Trasporto Siciliano dal 14 al 18 aprile 2026.
Questi elementi hanno portato il Garante a richiedere la revoca o la riformulazione dello sciopero, per evitare sovrapposizioni e disagi eccessivi alla logistica nazionale.
Revoca o riformulazione dello sciopero
Il Garante ha quindi invitato a revocare o riformulare lo sciopero autotrasporto, adeguandolo alle regole previste dalla legge. La situazione resta monitorata, con possibili impatti sulla logistica e sul trasporto merci su strada in Italia, soprattutto in vista del rialzo dei carburanti e della scadenza del taglio delle accise.
Fonte: ANSA












