Ritengo doveroso intervenire in merito al richiamo del dr. Mino Giachino, pubblicato il 27-3-26 sull’importanza strategica della logistica per il sistema produttivo nazionale.
Il tema è certamente centrale e merita di essere ricondotto con precisione ai fatti e agli atti ufficiali.
È giusto evidenziare il ruolo decisivo che la logistica riveste per la competitività del Paese, ma la ricostruzione proposta non restituisce compiutamente l’effettiva evoluzione degli eventi.
Il Piano della logistica è infatti la conseguenza diretta del lavoro svolto dalla Consulta del trasporto e della logistica, istituita e fortemente voluta dal Governo Berlusconi nel periodo 2003-2006. Fu proprio in quella sede che venne elaborato il Piano generale del trasporto e della logistica, successivamente approvato dal CIPE e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, acquisendo così pieno riconoscimento istituzionale e normativo.
La redazione del Piano fu coordinata dal professor Rocco Giordano e vide, tra gli estensori, personalità di primo piano come Lorenzo Necci ed Ercole Incalza.
È opportuno ricordare che studi e documenti successivi, pur meritevoli di attenzione, non hanno mai ottenuto analoga approvazione né pubblicazione in atti ufficiali dello Stato. Per questa ragione, l’unico Piano della logistica formalmente riconosciuto resta quello riconducibile all’azione del ministro Pietro Lunardi, nel corso del secondo e terzo Governo Berlusconi, tra il 2003 e il 2006.
Giova inoltre ricordare che il presidente della Consulta che prima realizzò il Patto e successivamente il Piano fu il sottosegretario Paolo Uggè.
Una ricostruzione rigorosa della storia delle politiche infrastrutturali e logistiche del Paese non è soltanto un esercizio di memoria, ma un’informazione completa offerta ai lettori e un servizio doveroso al dibattito pubblico.












