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Riforma portuale: Confetra chiede governance più forte

La Confederazione interviene in Parlamento sulla riforma portuale: governance centrale, Carta dei Servizi obbligatoria e maggiore efficienza per porti, logistica e trasporto merci.

La riforma portuale rappresenta un passaggio strategico per il futuro della logistica italiana, del trasporto merci e della competitività del sistema portuale nazionale. Dopo la partecipazione all’incontro presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), presieduto dal Vice Ministro Edoardo Rixi sul disegno di legge relativo alla governance portuale e agli investimenti nelle infrastrutture strategiche, Confetra è intervenuta anche nelle audizioni parlamentari presso la Commissione Trasporti della Camera.

Attraverso il Vice Presidente con delega marittimo-portuale Alessandro Pitto, la Confederazione ha illustrato il documento elaborato come contributo al disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri e recentemente approdato in Parlamento in una versione aggiornata.

Tra i punti principali evidenziati da Confetra vi è il rafforzamento della governance centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al quale dovrebbero essere attribuiti poteri chiari di indirizzo, controllo e coordinamento dell’intero sistema portuale italiano.

Il ruolo di Porti d’Italia S.p.A. e delle Autorità di Sistema Portuale

Secondo Confetra, la futura società Porti d’Italia S.p.A. dovrà operare in modo complementare rispetto alle Autorità di Sistema Portuale (AdSP), evitando sovrapposizioni operative e appesantimenti burocratici.

“È necessario un coordinamento efficace tra i soggetti coinvolti”, ha sottolineato Alessandro Pitto, evidenziando come le AdSP rappresentino un presidio essenziale per la gestione dei traffici, dei servizi portuali e delle attività operative quotidiane.

La Confederazione richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di garantire che l’eventuale riequilibrio delle risorse tra Porti d’Italia S.p.A. e AdSP non determini un incremento dei costi per gli utenti portuali, con possibili effetti negativi sulla competitività della logistica, delle spedizioni e dell’intera filiera del trasporto merci.

Carta dei Servizi obbligatoria per standard di qualità misurabili

Uno degli aspetti ritenuti prioritari da Confetra nell’ambito della riforma portuale riguarda l’introduzione obbligatoria della Carta dei Servizi da parte delle Autorità di Sistema Portuale.

Lo strumento dovrebbe definire standard di qualità chiari, uniformi e misurabili, sul modello già adottato nel settore del trasporto aereo. Secondo Pitto, la Carta dei Servizi consentirebbe di monitorare e migliorare le performance operative dei porti italiani, riducendo inefficienze e congestioni e favorendo una maggiore armonizzazione del sistema portuale nazionale.

L’adozione di standard omogenei permetterebbe inoltre di valutare parametri fondamentali come i tempi di imbarco e sbarco delle merci, l’efficienza dei controlli sanitari, fitosanitari, veterinari e doganali, contribuendo a rendere più attrattivi gli scali italiani per operatori logistici, imprese di autotrasporto e spedizionieri.

Efficienza portuale e competitività della filiera logistica

Per Confetra, il miglioramento continuo delle performance operative dei porti deve rappresentare una priorità assoluta della riforma portuale. La competitività del sistema logistico nazionale dipende infatti dalla capacità degli scali di offrire servizi efficienti, tempi certi e standard qualitativi elevati.

A conferma di questa esigenza, Confetra richiama gli ultimi dati della Banca Mondiale contenuti nel “The Container Port Performance Index 2025”, che collocano il porto di Vado Ligure al 51° posto della classifica mondiale come primo porto container italiano per performance operative.

La definizione di indicatori comuni e la misurazione comparabile delle prestazioni consentirebbero di diffondere le migliori pratiche, ridurre le differenze tra gli scali e rafforzare l’attrattività del Sistema Italia nei mercati internazionali.

Maggiore coinvolgimento degli operatori portuali

Infine, Confetra evidenzia la necessità di rafforzare il coinvolgimento degli operatori portuali nei processi decisionali. Attualmente il loro ruolo risulta prevalentemente consultivo, mentre la Confederazione ritiene necessaria una revisione dell’Organismo di partenariato della Risorsa Mare.

L’obiettivo è garantire una partecipazione più incisiva nella pianificazione strategica dei porti italiani, a partire dal Piano Regolatore Portuale e dal Piano Operativo Triennale, favorendo una governance più condivisa e funzionale alle esigenze della logistica, delle spedizioni e del trasporto merci.

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