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Direttiva pesi e dimensioni: rischi per trasporto ferroviario e intermodale

Le associazioni europee avvertono: facilitare i camion EMS può ridurre l’attrattività del trasporto intermodale, ostacolando la logistica sostenibile.

Con l’adozione da parte del Consiglio di un approccio generale sulla direttiva pesi e dimensioni dei veicoli commerciali, il trasporto su strada potrà beneficiare di guadagni economici. Tuttavia, le associazioni europee del trasporto ferroviario e intermodale avvertono che gli effetti ambientali positivi saranno limitati. Secondo loro, la misura rischia di ampliare il divario competitivo già esistente tra strada e ferrovia, penalizzando soluzioni più sostenibili.

Il contesto: Greening Freight Transport Package e Combined Transport Directive

La proposta di riforma dei pesi e delle dimensioni dei veicoli faceva parte del pacchetto Greening Freight Transport Package della Commissione Europea, insieme alla revisione della Combined Transport Directive. Le associazioni sottolineano che il ritiro della revisione della direttiva combinata rappresenta un segnale negativo, perché rende più difficile incentivare il trasporto intermodale e ferroviario, fondamentale per ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza della logistica europea.

I rischi dei camion EMS per la logistica sostenibile

L’uso facilitato dei camion più lunghi e pesanti, i cosiddetti European Modular Systems (EMS), può rendere il trasporto su rotaia e intermodale meno competitivo. Questo potrebbe contrastare gli obiettivi dell’UE di:

  • rafforzare il mercato interno,

  • aumentare l’efficienza energetica,

  • ridurre incidenti stradali e congestione,

  • promuovere un trasporto sostenibile e multimodale.

Inoltre, la circolazione di camion EMS potrebbe danneggiare l’infrastruttura stradale, generando più lavori di manutenzione e congestione.

Compatibilità tecnica e interoperabilità multimodale

Molti terminal intermodali e vagoni merci non sono attrezzati per accogliere i veicoli EMS, mettendo a rischio lo sviluppo di catene logistiche interoperabili. Le associazioni europee esortano i legislatori a considerare:

  1. Incentivi solo per veicoli a emissioni zero e trasporto intermodale;

  2. Salvaguardia della compatibilità tecnica tra i diversi modi di trasporto;

  3. Valutazioni pubbliche preliminari su sicurezza stradale, infrastrutture, cooperazione modale, impatti ambientali e distribuzione modale.

Conseguenze di una regolamentazione insufficiente

Secondo lo studio 2024 di d-fine per CER, ERFA, UIC, UIP e UIRR, una direttiva pesi e dimensioni non calibrata correttamente potrebbe provocare un reverse modal shift dalla ferrovia alla strada, aumentando emissioni, costi esterni, congestione, rischi per la sicurezza e manutenzione delle infrastrutture.

Le associazioni ribadiscono l’importanza di non perdere di vista la visione di un ecosistema logistico europeo interoperabile, efficiente e sostenibile.

Fonte: ERFA

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