Gli interporti italiani tornano al centro del dibattito nazionale sulla logistica integrata, sull’intermodalità ferro-gomma e sul futuro infrastrutturale del Paese. È questo il messaggio emerso dal convegno “Interporti al Centro – Rigenerare la Logistica: Interporti, Territori e Nuove Infrastrutture”, svoltosi oggi, 29 maggio 2026, presso l’Hotel San Paolo Palace di Palermo e promosso da UIR – Unione Interporti Riuniti e dalla Società degli Interporti Siciliani S.p.A.
L’evento ha riunito i principali protagonisti della logistica italiana, del trasporto ferroviario merci, del sistema portuale e dell’ingegneria infrastrutturale per discutere le strategie necessarie a rafforzare la competitività della rete logistica nazionale.
Interporti italiani: i numeri strategici della logistica nazionale
Al centro del confronto il ruolo strategico degli interporti italiani, infrastrutture decisive per la crescita del trasporto intermodale e della logistica sostenibile.
Attualmente il sistema nazionale conta 24 interporti operativi, con oltre 37,5 milioni di metri quadrati di superficie complessiva, più di 5,5 milioni destinati ai magazzini logistici e 4,25 milioni di metri quadrati dedicati alle aree intermodali.
Numeri che confermano il peso industriale del comparto:
- 65 milioni di tonnellate di merci movimentate ogni anno;
- oltre 25.500 mezzi pesanti in accesso quotidiano;
- 289 binari ferroviari operativi;
- 45 raccordi ferroviari;
- oltre 59.500 treni merci movimentati annualmente.
Dati che evidenziano come gli interporti rappresentino la vera spina dorsale del trasporto merci ferroviario italiano e una leva fondamentale per il trasferimento del traffico dalla gomma al ferro.
Palermo e il Mezzogiorno al centro della nuova strategia logistica
La scelta di Palermo come sede del convegno non è stata casuale. Il Mezzogiorno si candida infatti a diventare la nuova piattaforma logistica euromediterranea grazie alla sua posizione strategica al centro delle rotte commerciali del Mediterraneo.
Il tema della connessione tra porti, interporti, ferrovie e infrastrutture stradali ha attraversato l’intera giornata di lavori, evidenziando la necessità di costruire una rete logistica nazionale sempre più integrata ed efficiente.
Le istituzioni: “La logistica è una priorità strategica”
Ad aprire il convegno sono stati Alessandro Aricò, Assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, e Alessandro Dagnino, Assessore all’Economia della Regione Siciliana, confermando il pieno coinvolgimento delle istituzioni regionali nello sviluppo della logistica e delle infrastrutture intermodali.
Importante anche la presenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso Donato Liguori, Direttore Generale per i Porti, la Logistica e l’Intermodalità del MIT.
La partecipazione delle istituzioni nazionali e regionali ha dato al summit un forte valore politico oltre che industriale.
FS Engineering e FS Logistix protagoniste dello sviluppo ferroviario
Tra gli interventi più attesi quelli del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.
Dario Lo Bosco, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Engineering, ha evidenziato il ruolo dell’ingegneria ferroviaria nello sviluppo delle grandi opere infrastrutturali della Sicilia, sottolineando l’importanza della progettazione integrata per accelerare i tempi di realizzazione.
Sabrina De Filippis, Amministratore Delegato di FS Logistix, ha invece ribadito la centralità del trasporto ferroviario merci per aumentare la competitività del sistema logistico italiano e ridurre l’impatto ambientale del trasporto su gomma.
La presenza congiunta di FS Engineering e FS Logistix ha mostrato un Gruppo FS sempre più integrato nella gestione della filiera logistica nazionale.
Ponte sullo Stretto e infrastrutture: focus sul Sud Italia
Ampio spazio è stato dedicato anche alle grandi infrastrutture strategiche del Mezzogiorno.
L’Ing. Raffaele Celia della Società Stretto di Messina ha illustrato gli aggiornamenti sul progetto del Ponte sullo Stretto, destinato a modificare radicalmente la connettività tra Sicilia ed Europa e a rafforzare l’accessibilità dei nodi logistici del Sud Italia.
Sul fronte portuale sono intervenuti Annalisa Tardino, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale, e Francesco Di Sarcina, confermando il ruolo centrale dell’integrazione tra porti e interporti nella crescita dei traffici commerciali del Mediterraneo.
UIR: “Più ferro e meno gomma per la competitività del Paese”
Tra i momenti chiave del convegno l’intervento di Gianpaolo Serpagli, Presidente di UIR – Unione Interporti Riuniti, che ha ribadito la necessità di accelerare gli investimenti nella logistica ferroviaria e nell’intermodalità.
“Gli interporti sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più strategico per la competitività del Paese. La nuova legge sugli interporti ci offre finalmente un quadro normativo aggiornato; ora è il momento di trasformarlo in opportunità concrete attraverso investimenti, innovazione e maggiore integrazione tra porti, ferrovie e territori”.
Un messaggio chiaro che sintetizza le priorità del settore:
- più trasporto ferroviario merci;
- maggiore integrazione logistica;
- rigenerazione delle infrastrutture;
- sostenibilità ambientale;
- sviluppo del ruolo dell’Italia nel Mediterraneo.
Firmato il protocollo tra UIR e Tecnopolo Mediterraneo
A chiudere la giornata la firma del Protocollo d’Intesa tra UIR e Tecnopolo Mediterraneo, siglato dal Segretario Generale Manlio Guadagnuolo.
L’accordo punta a trasformare il Mediterraneo in un hub europeo di innovazione logistica e tecnologica, valorizzando le infrastrutture intermodali già operative nel sistema italiano.
Interporti e logistica: Palermo lancia il messaggio all’Italia
Le conclusioni del convegno sono state affidate a Salvatore Deidda, Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, che ha confermato il sostegno parlamentare allo sviluppo della rete interportuale italiana.
Dal summit di Palermo emerge un messaggio chiaro: gli interporti rappresentano una risorsa strategica per la competitività, la sostenibilità e la crescita economica del Paese.
L’Italia dispone oggi delle competenze, delle infrastrutture e della posizione geografica per diventare il principale hub logistico del Mediterraneo. La sfida ora sarà trasformare questa visione in azioni concrete attraverso investimenti, integrazione modale e sviluppo del trasporto ferroviario merci.
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