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Il Parlamento Europeo adotta la sua posizione sulla normativa AFIR

Il Parlamento Europeo adotta la sua posizione sulla normativa AFIR

Le nuove regole serviranno per ridurre del 55% le emissioni entro il 2030, rispetto al 1990.

Il Parlamento Europeo questo pomeriggio ha adottato la sua posizione sulla bozza della normativa Alternative Fuels Infrastructure Regulation (AFIR), una delle componenti più importanti del pacchetto Fit for 55, voluto dalla Commissione Europea.

Si tratta della normativa che andrà a regolare la diffusione delle stazioni di rifornimento per auto, camion, treni e aerei alimentati da sistemi di alimentazione alternativi, a partire dall’elettrico e il Fuel Cell. Le nuove regole serviranno per ridurre del 55% le emissioni entro il 2030, rispetto al 1990.

Nello specifico, gli europarlamentari hanno deciso di fissare obiettivi nazionali minimi obbligatori per la diffusione di infrastrutture per i carburanti alternativi. Entro il 2024 ogni Paese membro dovrà presentare alla Commissione un quadro strategico nazionale per il raggiungimento di tali obiettivi.

Entro il 2026, inoltre, le reti TEN-T principali dovranno avere almeno una colonnina di ricarica per i camion, prevedendo inoltre stazioni più potenti. Il Parlamento ha previsto delle specifiche deroghe per le regioni ultraperiferiche, le isole non collegate alle reti energetiche continentali e le strade a traffico particolarmente ridotto.

Invece, per quanto riguarda l’idrogeno, i deputati suggeriscono di installare un maggior numero di stazioni di idrogeno lungo le strade principali dell’UE (ogni 100 km anziché ogni 150 km, come proposto dalla Commissione) e di farlo più rapidamente (entro il 2027 anziché entro il 2031).

Con la posizione adottata, il Parlamento è ora pronto per avviare i negoziati con gli Stati membri.

ANITA accoglie con favore la posizione del Parlamento europeo poiché l’adeguata diffusione sul territorio europeo delle infrastrutture di rifornimento sono una parte essenziale per il processo di decarbonizzazione dei trasporti, insieme ai veicoli a emissioni zero.

Auspichiamo inoltre che le istituzioni inizino a dedicare la giusta attenzione al sostegno delle infrastrutture private di rifornimento per veicoli a trazione alternativa, contestualmente allo sviluppo delle reti pubbliche previste dall’AFIR, che garantiranno solo in parte il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Fit for 55.

Fonte: ANITA

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