Il trasporto stradale rappresenta una vera e propria infrastruttura sociale: garantisce l’accesso a beni essenziali, sostiene l’economia, collega territori e persone. È partendo da questa consapevolezza che IRU ha partecipato a New York al lancio ufficiale del Decennio ONU del Trasporto Sostenibile 2026–2035, chiedendo un cambio di passo verso soluzioni concrete e immediatamente applicabili.
Secondo IRU, equità sociale, tutela ambientale e sviluppo economico non possono essere affrontati separatamente, ma devono procedere insieme, con il trasporto stradale come elemento di connessione tra tutte le modalità di trasporto e le catene di approvvigionamento.
IRU: dalla visione agli impegni concreti
Nel suo intervento, il Segretario Generale di IRU Umberto de Pretto ha ricordato come l’organizzazione sia stata la prima realtà globale del settore trasporti, già nel 1996, a dotarsi di una Carta per lo sviluppo sostenibile, successivamente integrata nello statuto dell’associazione.
Questo impegno è stato rafforzato con il Green Compact di IRU, che fissa l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Un percorso che, secondo IRU, non richiede soluzioni futuristiche, ma l’applicazione su larga scala di strumenti già disponibili.
Efficienza operativa e carburanti alternativi: le leve della decarbonizzazione
Le ricerche condotte nell’ambito del Green Compact dimostrano che il settore del trasporto stradale può ridurre le proprie emissioni di CO₂ fino al 50% già oggi, semplicemente attraverso misure di efficienza operativa.
Tra queste:
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formazione dei conducenti, in grado di ridurre i consumi di carburante fino al 15%;
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eco-combinazioni di veicoli (due rimorchi invece di uno), che possono abbattere le emissioni di un camion fino al 30%.
Il restante 50% del percorso verso la neutralità climatica potrà essere raggiunto grazie alla transizione graduale verso carburanti alternativi, consentendo al settore di centrare gli obiettivi climatici senza compromettere la continuità operativa.
COP30, TIR e cooperazione internazionale
Durante l’evento è stata presentata una dichiarazione congiunta tra UNFCCC, Presidenza COP30 e Ministero dei Trasporti del Brasile, che allinea l’agenda climatica internazionale con il piano di attuazione del Decennio ONU.
In questo contesto, è stato ribadito il ruolo strategico del sistema TIR, riconosciuto come strumento chiave per ridurre l’impatto ambientale del trasporto transfrontaliero. Studi dimostrano che il TIR consente di ridurre le emissioni di CO₂ fino al 90% ai valichi di frontiera, grazie alla semplificazione delle procedure doganali.
Secondo IRU, puntare su soluzioni pragmatiche come il TIR è essenziale per passare rapidamente dalle dichiarazioni all’azione.
Dal dialogo all’implementazione
Il lancio del Decennio ONU è stato seguito da un workshop operativo coordinato dal Dipartimento ONU per gli Affari Economici e Sociali, con il coinvolgimento di governi, istituzioni finanziarie internazionali, settore privato e ONG. I lavori si sono concentrati su obiettivi concreti, politiche di supporto, cooperazione multilaterale, formazione e utilizzo dei dati nei trasporti.
Parallelamente, IRU ha avviato una serie di incontri bilaterali, rafforzando la collaborazione con UNOHRLLS su progetti di qualificazione professionale e facilitazione del trasporto transfrontaliero, e con la Banca Mondiale, per l’attuazione della guida congiunta IRU–World Bank sulla riforma del settore del trasporto stradale, con particolare attenzione alla decarbonizzazione in America Latina e Brasile.
Agire ora per un trasporto davvero sostenibile
Il messaggio lanciato da IRU è chiaro: il trasporto sostenibile non è un obiettivo lontano, ma un percorso già avviato, che richiede collaborazione tra settore pubblico e privato e l’adozione su larga scala di soluzioni esistenti.
Come sottolineato da Umberto de Pretto, è il momento di passare dall’analisi all’azione, trasformando il Decennio del Trasporto Sostenibile in un’accelerazione concreta verso una mobilità più efficiente, sicura e a basse emissioni.
Fonte: IRU













