A Porto Marghera è stata inaugurata la nuova pipeline sotterranea monotratta per il trasferimento di oli vegetali che collega direttamente lo stabilimento produttivo di Cereal Docks in via Banchina Molini con il deposito costiero di via Righi, dove è presente il parco serbatoi di stoccaggio. L’opera rientra nel Piano Operativo Triennale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e punta a generare benefici sia ambientali sia operativi per la filiera agroalimentare.
Un investimento da 5 milioni e una pipeline da 3,1 km
Il progetto, dal valore complessivo di 5 milioni di euro, consiste in una condotta interrata lunga 3,1 km, di cui 2,7 km realizzati con tecnologia TOC (Trivellazione Orizzontale Controllata). La pipeline può trasferire fino a 300 m³/ora di oli vegetali tra i due siti e rappresenta la TOC monotratta più lunga d’Italia, tra le principali realizzazioni europee nel suo genere.
Benefici ambientali e operativi: meno trasporti su gomma
La nuova pipeline oli vegetali Porto Marghera elimina oltre 10.000 trasferimenti annui su gomma tra i due stabilimenti, con una riduzione stimata di circa 28 tonnellate di CO₂ all’anno. L’infrastruttura riduce inoltre il traffico nell’area industriale e le movimentazioni interne, migliorando sicurezza viaria, efficienza delle operazioni di sbarco e stoccaggio e continuità di servizio al mercato.
Un’opera ingegneristica complessa tra canali e proprietà private
La realizzazione ha richiesto un intervento tecnico di rilievo: la condotta è interrata a circa 50 metri di profondità, attraversa oltre 20 proprietà private e tre canali lagunari. I lavori sono stati eseguiti con la tecnica “Meeting in the Middle”, con due cantieri attivi in parallelo fino alla convergenza centrale. L’impianto è dotato di stazioni di rilancio della pressione e di sistemi PIG per pulizia e ispezione interna.
Il ruolo dei due impianti collegati e lo stoccaggio aggiuntivo
La pipeline connette due asset strategici per Cereal Docks:
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lo stabilimento di via Banchina Molini, principale operatore agribulk del Porto di Venezia, con capacità di trasformazione di circa 1 milione di tonnellate/anno e 80.000 tonnellate di stoccaggio;
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il deposito costiero di via Righi, con serbatoi da 33.000 tonnellate per oli vegetali grezzi, funzionali anche all’invio verso la raffinazione.
Il collegamento consente di attivare pienamente una capacità di stoccaggio già disponibile a via Righi, superando una criticità storica legata ai fondali insufficienti per la ricezione diretta delle navi presso il deposito costiero.
Pipeline e accessibilità nautica: due leve complementari
Nel quadro di sviluppo di Porto Marghera, la pipeline rappresenta una soluzione per ottimizzare la logistica a terra, mentre l’accessibilità nautica resta un fattore abilitante per la continuità operativa dello scalo. In questo contesto si inseriscono anche i temi legati a dragaggi e manutenzione dei canali portuali, considerati strategici per la competitività del sistema porto-industria.
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