La logistica non è più un semplice supporto all’economia, ma un fattore decisivo capace di orientare mercati, competitività e assetti geopolitici. È questo il messaggio centrale emerso dall’Assemblea di Federlogistica, svoltasi a Roma, nel corso della relazione del presidente Davide Falteri.
Secondo Falteri, è in atto una rivoluzione globale della logistica, ancora largamente sottovalutata, che sta ridefinendo le regole del commercio internazionale e i rapporti di forza tra i Paesi.
Un settore che vale fino al 10% del PIL globale
I dati presentati all’Assemblea mostrano con chiarezza il peso economico del comparto. A livello mondiale, la logistica rappresenta oggi tra il 9 e il 10% del PIL globale, pari a circa 10 mila miliardi di dollari. Le prospettive di crescita indicano che il fatturato potrebbe superare i 30 mila miliardi di dollari entro il periodo 2030–2035.
Anche limitando l’analisi all’Europa, il settore logistico supera ampiamente i mille miliardi di euro, confermandosi uno dei pilastri strutturali dell’economia continentale.
Controllare la logistica significa controllare la competitività
Per Falteri, il controllo delle catene logistiche equivale al controllo delle rotte commerciali e, di conseguenza, della competitività dei sistemi economici nazionali. Chi governa la logistica è in grado di determinare l’inclusione o l’emarginazione di intere aree economiche, incidendo direttamente sugli equilibri geopolitici mondiali.
La logistica diventa così una leva di potere, che richiede visione strategica, capacità di coordinamento e strumenti adeguati per governare trasformazioni rapide e complesse, ben oltre la sola dimensione operativa.
Dogane e tempo come fattori strategici
In questo scenario assumono un significato completamente nuovo anche ambiti tradizionalmente considerati tecnici, come le procedure doganali. Falteri ha sottolineato come le Dogane non siano più soltanto un insieme di regole e adempimenti, ma una variabile decisiva legata al tempo.
Il tempo di attraversamento delle frontiere è oggi uno dei principali fattori di competitività nei traffici internazionali, in grado di influenzare le scelte delle imprese e la localizzazione dei flussi commerciali.
Mediterraneo e ruolo strategico dell’Italia
Durante l’Assemblea è stato ribadito il ruolo centrale del Mediterraneo e la potenzialità dell’Italia come piattaforma logistica naturale tra Europa, Africa e Asia. Un posizionamento che, per diventare effettivo, richiede però un deciso salto di qualità.
Secondo Falteri, questo passaggio passa attraverso la digitalizzazione dei processi, la formazione avanzata delle competenze e una forte spinta verso l’internazionalizzazione del sistema logistico nazionale.
Una visione di lungo periodo per il settore
A chiudere i lavori è stato il presidente onorario di Federlogistica, Luigi Merlo, che ha richiamato la necessità di una visione di lungo periodo per il settore e l’importanza di un dialogo costante tra istituzioni, imprese e territori.
Solo attraverso scelte coerenti e coordinate, ha evidenziato Merlo, sarà possibile rafforzare il posizionamento dell’Italia all’interno dei grandi flussi del commercio globale.
Responsabilità collettiva e governo del cambiamento
L’Assemblea si è conclusa con un forte richiamo alla responsabilità collettiva e alla capacità di governare i cambiamenti in atto, affinché la logistica continui a svolgere un ruolo strategico non solo a supporto dell’economia reale, ma come motore dello sviluppo e della competitività del Paese.
In foto: Davide Falteri, presidente di Federlogistica.
Fonte: Ship2shore













