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CHEP – “Innovation Logistics Experience”

Intervista a Martina Mercinelli - Loss Prevention & Security Manager in Italia.

In Italia, ogni anno, diverse decine di migliaia di pallet supportano parecchie centinaia di migliaia di movimentazioni di merce dentro e fuori da magazzini e centri distributivi, su e giù da camion a carrelli elevatori. Un enorme e incessante flusso di merce pesante di cui il bancale in legno è un elemento portante di grande valore. Anche economico.

L’errato scarto, lo smarrimento e ovviamente il furto dei pallet non solo danneggia le aziende proprietarie, ma penalizza l’intera filiera logistica. CHEP ha dunque deciso di “prendere di petto” un problema che compromette la sostenibilità del modello di pallet pooling e l’efficienza operativa dell’intero sistema distributivo, spesso anche alimentando irregolari circuiti paralleli. La recente nomina di Martina Mercinelli a Loss Prevention & Security Manager in Italia si inserisce in una precisa strategia della multinazionale per potenziare le attività di tutela dei pallet, contrastare i fenomeni illeciti lungo la supply chain, salvaguardare l’economia circolare su cui si fonda il modello industriale di CHEP.

Laureata in Scienze Strategiche, con una specializzazione in Scienze Forensi, Mercinelli ha operato presso la Metropolitan Police di Londra in unità dedicate ai crimini contro il patrimonio e alla tutela delle persone, e come Corporate Security Coordinator in Giorgio Armani S.p.A.

Un dipartimento focalizzato sulla salvaguardia degli asset è un’innovazione “strategica”: quali sono le ragioni alla base di questa scelta?

L’interesse per questo tipo di attività di protezione esiste da tempo in CHEP. La lotta alla movimentazione illegale dei pallet si inserisce nel più ampio impegno ambientale dell’azienda. A livello europeo, il dipartimento Loss Prevention & Security è stato fondato alcuni anni fa alla luce delle difficoltà insiste nel sistema pooling. Gestendo un numero elevato di asset, perderne qualcuno è inevitabile. D’altro canto, la dispersione dei pallet costituisce non solo un danno economico, ma anche ambientale: vanifica i benefici in termini di economia circolare di un sistema come il pooling, aumentando il consumo di risorse naturali e l’impatto ambientale della filiera, e alimenta un mercato illegale parallelo.

In che modo le competenze e l’esperienza l’aiuteranno nel suo ruolo in CHEP?

Il percorso fatto finora mi ha fornito gli strumenti per portare avanti un’attività investigativa efficace mirata alla protezione degli asset, oltre che alla prevenzione e alla gestione dei rischi per la sicurezza aziendale. Le passate esperienze mi hanno insegnato a leggere i fenomeni e ad analizzare i dati a disposizione per individuare schemi ricorrenti, ma anche a lavorare in contesti complessi dove la collaborazione tra attori diversi è fondamentale.

La collaborazione e il dialogo con la filiera e con organi esterni come le forze dell’ordine è molto importante. Da parte nostra ci stiamo impegnando a entrare in contatto con il maggior numero di security manager e professionisti del loss prevention, dall’industria, alla distribuzione passando per gli operatori logistici. Vogliamo far conoscere il funzionamento della filiera del pallet pooling e costruire relazioni solide per tutelare questo modello e trasformare l’attività di sicurezza e prevenzione in un abilitatore del business. In tanti riconoscono che il nostro approccio può davvero aiutare a gestire meglio non solo il bancale chep, ma anche il pallet bianco.

Tra le diverse soluzioni tecnologiche a disposizione quali sono le più interessanti per questa attività?

La tecnologia può offrire un supporto fondamentale nella prevenzione del rischio e nella lotta alla dispersione degli asset. CHEP adotta un approccio integrato che combina analisi avanzata dei dati, copertura capillare del territorio, collaborazione con operatori, autorità e piazzali di rivendita, oltre all’utilizzo di tecnologie evolute: dispositivi di tracciamento, iniezioni mirate nei flussi più critici e piattaforme digitali dedicate consentono alla società di monitorare i percorsi dei pallet, individuare anomalie e intervenire in modo tempestivo.

L’innovazione tecnologica è continua. Alcune di certo in un prossimo futuro faranno la differenza: i sistemi per l’analisi dei dati e il tracciamento del singolo bancale ci permetteranno di avere una visibilità più ampia e completa, di individuare tempestivamente rischi e anomalie e quindi di intervenire in modo mirato anche prima che ci sia il danno. Anche l’Intelligenza Artificiale in futuro ci aiuterà tantissimo anche se per ora siamo agli inizi. L’approccio da attivo diventerà sempre più proattivo.

In che modo l’attività di loss prevention & security impatta anche sui traguardi di sostenibilità ed economia circolare?

Consideriamo che ogni pallet che esce dal circuito deve essere sostituito e, anche quando in qualche modo viene recuperato, deve essere riparato. La produzione di nuovi asset o la riparazione implicano un consumo di risorse ed energia. Ogni bancale che salviamo dal mercato parallelo, dall’essere disperso o distrutto quando ha ancora una vita utile, contribuisce quindi al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.

Quali risultati avete ottenuto finora?

Tra il 1° aprile e il 1° novembre 2025 abbiamo registrato un incremento del 22% dei recuperi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, qualche mese fa grazie a un’operazione condotta in Puglia, in collaborazione con la Guardia di Finanza di Monopoli, siamo riusciti a recuperare migliaia di pallet presso un rivenditore non autorizzato. Questo risultato, oltre ad aver dato visibilità alla nostra attività, sta funzionando molto bene in termini di deterrenza. Dice al mercato che siamo sul campo e ci stiamo impegnando attivamente per contrastare le disfunzioni sistemiche.

 

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