In vista della Dichiarazione IVA 2026 (anno d’imposta 2025), torna centrale il tema del visto di conformità per il credito IVA utilizzato in compensazione orizzontale oltre la soglia di 5.000 euro.
È importante chiarire che non si tratta di una nuova disposizione. L’obbligo è in vigore dal D.L. 78/2009 ed è stato progressivamente rafforzato dal D.L. 16/2012 e dal D.L. 50/2017 nell’ambito delle misure di contrasto alle compensazioni indebite. Sul piano normativo, quindi, il quadro è stabile da oltre un decennio.
Ciò che è cambiato, però, è il contesto in cui la norma opera.
Perché oggi il visto di conformità incide maggiormente
Negli ultimi anni il credito IVA è diventato per molte imprese – in particolare nel settore dell’autotrasporto – uno strumento essenziale di gestione della liquidità fiscale. La struttura economica del comparto, caratterizzata da costi rilevanti soggetti a IVA (carburanti, leasing, manutenzioni, acquisto veicoli), genera spesso crediti strutturali che vengono utilizzati in compensazione tramite modello F24.
In questo scenario, il superamento della soglia dei 5.000 euro non comporta più soltanto un adempimento formale, ma attiva un vero meccanismo di validazione preventiva.
Il rilascio del visto di conformità richiede infatti una verifica approfondita della regolare tenuta delle scritture contabili, della coerenza tra registrazioni IVA e documentazione, dell’allineamento tra liquidazioni periodiche (LIPE) e dichiarazione annuale, nonché dell’eventuale presenza di irregolarità nei versamenti.
Di fatto, l’accesso alla compensazione del credito IVA superiore alla soglia prevista non è immediato, ma subordinato a una valutazione preventiva dell’affidabilità contabile e fiscale dell’impresa.
Impatto operativo sulle imprese
Per le imprese che fanno ricorso sistematico alla compensazione del credito IVA per il pagamento di imposte, contributi e premi assicurativi, il visto di conformità assume oggi una funzione sostanziale.
Non è più soltanto un passaggio tecnico, ma una condizione concreta per poter utilizzare risorse finanziarie già maturate. Questo comporta una maggiore attenzione nella gestione amministrativa e documentale, con la necessità di mantenere un costante allineamento tra contabilità, liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale.
In un contesto di crescente controllo sulle compensazioni, anche eventuali ritardi o incongruenze possono incidere direttamente sulla tempistica di utilizzo del credito.
Per evitare rallentamenti nell’utilizzo del credito IVA, diventa fondamentale una pianificazione fiscale attenta e una verifica costante della propria posizione contabile.
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