La tassa fast fashion da due euro applicata alle spedizioni di valore inferiore ai 150 euro si sta rivelando, secondo Confetra, un vero e proprio boomerang. Introdotta con l’obiettivo di proteggere la moda italiana dalla concorrenza del fast fashion cinese, la misura non ha prodotto i risultati sperati, generando invece effetti negativi sul sistema logistico nazionale.
A denunciarlo è Andrea Cappa, Direttore Generale di Confetra, che parla apertamente di un fallimento sotto tutti i punti di vista.
Fast fashion cinese: i flussi logistici aggirano l’Italia
Secondo Confetra, i produttori di fast fashion cinesi hanno reagito rapidamente alla nuova tassa, dirottando i flussi logistici verso aeroporti di altri Paesi europei dove la tassa fast fashion non è stata introdotta.
Le merci, tuttavia, continuano ad arrivare in Italia via camion, attraversando i valichi alpini. In questo modo:
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non viene pagato il contributo previsto,
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aumentano le emissioni inquinanti,
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si spostano traffici strategici verso altri hub logistici europei.
Una dinamica che rischia di diventare strutturale e difficile da invertire.
Logistica italiana penalizzata senza coordinamento europeo
Il punto centrale, sottolineato da Confetra, è l’assenza di un coordinamento a livello europeo. Misure come la tassa sul fast fashion, se applicate solo a livello nazionale, risultano inefficaci e finiscono per favorire altri Paesi membri a discapito dell’Italia.
Durante un recente incontro con il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, Confetra ha ribadito la necessità di una strategia condivisa a livello UE per regolamentare in modo efficace il commercio legato al fast fashion.
Malpensa perde voli e traffici
Gli effetti sul sistema aeroportuale italiano sono già evidenti. Dall’inizio dell’anno l’aeroporto di Malpensa ha perso oltre trenta voli legati alle spedizioni del fast fashion.
Il calo dei traffici aerei ha favorito un ulteriore spostamento delle merci su gomma, con conseguenze dirette su:
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viabilità,
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ambiente,
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competitività della logistica italiana.
Un danno che, secondo Confetra, rischia di compromettere il ruolo dell’Italia come hub strategico nel commercio internazionale.
La proposta di Confetra: rinvio e strategia UE
Per evitare ulteriori danni, Confetra ha proposto un emendamento al decreto Milleproroghe per rinviare l’entrata in vigore della tassa fast fashion a luglio. L’obiettivo è guadagnare tempo per costruire un vero coordinamento europeo, unica strada per rendere efficace qualsiasi intervento normativo sul fast fashion.
Confetra confida nella sensibilità di Governo e Parlamento affinché un tema così impattante venga affrontato con un approccio unitario e sostenibile a livello europeo.
In foto: Andrea Cappa, Direttore Generale di Confetra.
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