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Tassa e-commerce rischio fuga cargo dall’Italia

Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) lancia l’allarme sulla nuova tassa italiana sull’e-commerce internazionale, prevista dalla Legge di Bilancio e in vigore dal 1° luglio 2026.

Secondo la Confederazione, il provvedimento rischia di provocare una forte perdita di traffici cargo per gli aeroporti italiani, favorendo altri hub logistici europei e penalizzando l’intero comparto della logistica e dei trasporti in Italia.

L’intervento è arrivato durante gli Stati Generali delle Dogane, dove il Direttore Generale di Confetra, Andrea Cappa, ha evidenziato i rischi legati all’introduzione di misure nazionali su un mercato globale come quello dell’e-commerce internazionale.

“Quando si introducono misure unilaterali su fenomeni globali – ha spiegato Andrea Cappa – il rischio concreto è quello di spostare i traffici altrove, senza raggiungere gli obiettivi dichiarati”.

Traffici cargo verso gli altri hub europei

Secondo la relazione tecnica della norma, la tassa dovrebbe garantire allo Stato italiano 122,5 milioni di euro nel 2026 e circa 245 milioni di euro all’anno dal 2027.

Tuttavia, Confetra sottolinea come la logistica europea sia ormai fortemente integrata. Se l’Italia diventa meno competitiva sul piano dei costi, i principali operatori del trasporto merci e i grandi corrieri internazionali potrebbero trasferire i voli cargo verso Germania, Belgio e Olanda, facendo poi arrivare le merci in Italia tramite trasporto su gomma.

Uno scenario che rischia di indebolire la competitività della logistica italiana e dei principali aeroporti cargo nazionali.

Dazi europei e tassa italiana: i due scenari analizzati

Dal mese di luglio entrerà inoltre in vigore un nuovo dazio europeo da 3 euro per spedizione, mentre da novembre è prevista anche una tariffa europea di gestione delle spedizioni internazionali, la cosiddetta handling fee.

Per valutare l’impatto della sovrapposizione tra tassa italiana e misure europee, Confetra ha simulato due scenari relativi al periodo luglio-novembre 2026.

Scenario 1: mantenimento della tassa italiana

Nel primo scenario, con la conferma della tassa italiana sull’e-commerce:

  • l’Italia perderebbe circa il 50% dei traffici cargo;
  • lo Stato incasserebbe circa 70 milioni di euro complessivi;
  • solo 51 milioni deriverebbero direttamente dalla tassa nazionale.

Secondo Confetra, si tratta di una dinamica già osservata nei primi mesi del 2026, prima del rinvio del provvedimento.

Scenario 2: eliminazione della tassa italiana

Nel secondo scenario, senza la tassa italiana:

  • l’Italia recupererebbe il 100% dei traffici;
  • lo Stato incasserebbe comunque circa 38 milioni di euro grazie ai soli dazi europei.

“Tra i due scenari – prosegue Cappa – ballano appena 32 milioni di euro in cinque mesi. Un vantaggio economico minimo per lo Stato, a fronte del rischio enorme di perdere clienti che non torneranno più”.

Confetra: meno controlli sulle merci e rischi per la sicurezza

Secondo Confetra, il problema non riguarda soltanto il gettito fiscale.

Se le merci destinate all’Italia verranno sdoganate in altri Paesi europei per evitare la tassa italiana, il nostro Paese perderà anche parte del controllo diretto sui flussi logistici e sulle operazioni doganali.

Questo comporterebbe:

  • minori controlli fisici sulle merci;
  • riduzione del monitoraggio dei flussi in ingresso;
  • possibili criticità per sicurezza e tutela del mercato interno;
  • perdita di competitività per porti e aeroporti italiani.

Per questo motivo, Confetra chiede un approccio coordinato a livello europeo.

“Senza un’armonizzazione UE – conclude Andrea Cappa – ogni tassa nazionale rischia di trasformarsi in un vantaggio competitivo per gli altri Paesi europei”.

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