La supply chain internazionale continua a fare i conti con uno scenario sempre più complesso. Il traffico complessivo attraverso il Canale di Suez e lo Stretto di Bab-el-Mandeb è diminuito del 75%, mentre le deviazioni lungo la rotta del Capo di Buona Speranza hanno allungato fino a 10-14 giorni i tempi di percorrenza tra Asia ed Europa.
Sono alcuni dei dati più significativi contenuti nel rapporto semestrale elaborato da D.B. Group, provider internazionale della logistica con 79 sedi nel mondo, che fotografa l’evoluzione del settore e le principali criticità che stanno influenzando il trasporto merci, le spedizioni internazionali e il commercio globale.
Trasporto marittimo: rotte più lunghe, noli sotto pressione e ritardi
Rotte più lunghe, noli sotto pressione e ritardi ancora elevati delineano il nuovo equilibrio del trasporto marittimo nel 2026. L’analisi evidenzia come il mercato sia sempre più condizionato dalle tensioni geopolitiche, dalla fragilità dei principali chokepoint marittimi e da una volatilità ormai diventata strutturale.
Il documento sottolinea come la supply chain globale sia entrata in una fase in cui l’incertezza non rappresenta più un’eccezione, ma una condizione permanente. Per le imprese diventa quindi fondamentale adottare una pianificazione delle spedizioni più flessibile, dinamica e strategica.
I principali chokepoint restano decisivi per il commercio mondiale
I grandi snodi marittimi internazionali continuano a rappresentare elementi determinanti per la continuità dei flussi commerciali.
Il Canale di Suez resta operativo, ma l’instabilità nello Stretto di Bab-el-Mandeb, aggravata dagli oltre 190 attacchi Houthi registrati da novembre 2023, ha spinto le principali compagnie di navigazione a modificare le proprie rotte, con un conseguente aumento dei costi operativi e dei tempi di consegna.
Le criticità interessano anche altri passaggi strategici per la logistica mondiale:
- Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del greggio e del GPL mondiale;
- Stretto di Malacca, interessato da circa il 23,7% del traffico marittimo globale con quasi 100.000 transiti ogni anno;
- Canale di Panama, sempre più esposto agli effetti della variabilità climatica e alla disponibilità di risorse idriche.
Peak season anticipata e pressione sulle spedizioni marittime
Sul fronte del trasporto marittimo, la peak season 2026 è iniziata in anticipo e con particolare intensità, determinando un aumento della domanda di capacità, della pressione sui noli e dell’applicazione di surcharge sulle principali rotte internazionali.
La puntualità delle navi portacontainer resta uno dei principali punti critici: ad aprile 2026 la schedule reliability globale ha raggiunto il 62,4%, in miglioramento di quattro punti percentuali rispetto all’anno precedente, ma il ritardo medio rimane pari a 5,34 giorni.
Trasporto aereo: capacità ridotta e costi in aumento
Lo scenario resta complesso anche per il trasporto aereo.
Tra il 28 febbraio e il 30 aprile 2026 i principali aeroporti del Medio Oriente hanno registrato una riduzione stimata di 27 milioni di passeggeri, circa 1 miliardo di dollari di ricavi persi per le compagnie aeree e una diminuzione di 620 mila tonnellate di merci movimentate.
Nello stesso periodo le tariffe sono aumentate fino al 70%, mentre la puntualità media si è attestata al 53%. La capacità disponibile continua inoltre a risentire della limitata disponibilità di stiva.
L’e-commerce cinese spinge l’Europa a rivedere le regole
Ad aumentare la pressione sulla logistica internazionale contribuisce anche la crescita dell’e-commerce cinese a basso valore.
Secondo il report, circa il 93% delle spedizioni e-commerce “low value” dirette verso l’Unione Europea proviene dalla Cina. Queste merci rappresentano quasi il 98% degli articoli importati, ma incidono soltanto per il 2% del valore economico complessivo.
Uno scenario che sta spingendo l’Unione Europea a rivedere dazi, controlli doganali e regole applicate alle spedizioni di valore inferiore ai 150 euro.
Pianificazione e flessibilità per affrontare il secondo semestre
Per le imprese importatrici ed esportatrici il secondo semestre del 2026 richiederà una gestione sempre più evoluta della supply chain.
Programmare le spedizioni con maggiore anticipo, condividere volumi e priorità con il partner logistico, distinguere le merci realmente urgenti da quelle differibili e valutare soluzioni multimodali rappresentano alcune delle strategie indicate dal report per contenere costi, ridurre i ritardi e migliorare la competitività in un contesto logistico internazionale sempre più complesso.
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