Il Tribunale di Lione ha avviato la procedura di redressement judiciaire nei confronti di Lamberet, storico costruttore francese specializzato in veicoli industriali refrigerati. Si tratta della procedura di amministrazione controllata prevista dall’ordinamento francese, finalizzata a garantire un periodo di osservazione e riorganizzazione dell’impresa.
Il periodo di monitoraggio dovrebbe durare circa sei mesi e consentirà al management di lavorare a un piano di ristrutturazione complessivo, con l’obiettivo di definire una soluzione industriale sostenibile per i prossimi anni. Nel frattempo, le attività produttive proseguiranno regolarmente.
Attività produttive confermate durante il periodo di osservazione
Come precisato dal gruppo in una nota ufficiale, la produzione non subirà interruzioni nel corso della procedura. L’azienda continuerà a operare normalmente mentre il management sarà impegnato nella revisione del modello organizzativo e industriale.
Lamberet sottolinea che il periodo di osservazione rappresenta uno strumento per rafforzare la competitività e consolidare le attività, in un contesto economico complesso che ha inciso sulle performance del settore.
Crisi del settore e contesto economico
La decisione arriva in una fase particolarmente delicata per il gruppo, che negli ultimi anni ha risentito delle difficoltà del mercato e dell’instabilità economica globale. Secondo quanto riportato dall’azienda, a pesare sarebbero stati anche gli effetti della crisi geopolitica internazionale, che ha contribuito a rallentare la crescita del comparto dei veicoli refrigerati.
Lamberet è uno dei principali player europei nel segmento del trasporto a temperatura controllata e conta circa mille dipendenti. L’azienda vanta una storia industriale di circa 90 anni, con una posizione consolidata nel mercato dei veicoli per la logistica del freddo.
Il piano di rilancio e il ruolo del management
Il processo di riorganizzazione si inserisce in un percorso già avviato nei mesi precedenti. Circa un anno fa, infatti, Lamberet aveva affidato la guida dell’azienda a Stefano Chmielewski, manager con esperienza nel settore dei veicoli industriali e già CEO di Renault Trucks.
Secondo quanto dichiarato dal management, il periodo di osservazione consentirà di consolidare le attività e valutare possibili soluzioni industriali a lungo termine, con l’obiettivo di riportare l’azienda a una condizione di equilibrio e competitività.
La posizione dell’azienda sulla procedura
In una comunicazione ufficiale, il gruppo ha definito la procedura uno strumento necessario per affrontare la fase attuale e sostenere il progetto di trasformazione industriale già avviato.
“Questo ulteriore passo fa parte del processo di trasformazione avviato diversi mesi fa dal team dirigenziale per riportare l’azienda in equilibrio e rafforzarne la competitività”, si legge nella nota. “Nonostante gli sforzi, il contesto economico ha reso necessario ricorrere a questo strumento”.
Le dichiarazioni dell’amministratore delegato
L’amministratore delegato Stefano Chmielewski ha sottolineato come la decisione del Tribunale non rappresenti un punto di arrivo, ma un passaggio all’interno del percorso di ristrutturazione.
“Sin dal nostro arrivo abbiamo valutato la situazione con lucidità e senso di responsabilità”, ha dichiarato. “La priorità resta preservare l’attività, tutelare i posti di lavoro e creare le condizioni per un futuro sostenibile per Lamberet SAS”.
Il manager ha inoltre evidenziato come l’azienda disponga ancora di elementi solidi su cui costruire la ripresa, tra cui un portafoglio ordini definito come consistente.
Una fase delicata per il trasporto refrigerato europeo
La situazione di Lamberet rappresenta un passaggio significativo per l’intero settore del trasporto refrigerato, segmento strategico per la logistica alimentare e farmaceutica in Europa. La fase di riorganizzazione sarà quindi osservata con attenzione dagli operatori del comparto, in un contesto in cui il mercato dei veicoli industriali sta affrontando trasformazioni profonde legate ai costi, alla domanda e alla stabilità macroeconomica.
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