Il primo ministro cinese Li Qiang ha firmato un’ordinanza che modifica il regolamento sul trasporto marittimo internazionale della Repubblica Popolare Cinese. Le nuove norme, entrate in vigore domenica, sono state approvate dal Consiglio di Stato lo scorso 12 settembre e rappresentano una chiara risposta alle misure statunitensi che dal 14 ottobre 2025 introdurranno ulteriori tasse sulle navi di proprietà e costruzione cinese in scalo nei porti USA.
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Il provvedimento, composto da cinque articoli, ridefinisce le regole sulle relazioni con Paesi o organismi che adottano misure discriminatorie nei confronti della Cina.
L’articolo 48 stabilisce che, in caso di violazione di accordi o trattati sul trasporto marittimo, la Cina potrà chiedere la cessazione della condotta e adottare misure correttive, fino a sospendere gli obblighi previsti dai trattati.
Inoltre, se un Paese introduce divieti o restrizioni contro operatori, navi o equipaggi cinesi, Pechino potrà applicare contromisure proporzionate, come:
- tariffe speciali per le navi di quel Paese in arrivo nei porti cinesi;
- divieto o limitazioni di ingresso e uscita dalle infrastrutture portuali;
- restrizioni sull’accesso a dati e informazioni del trasporto marittimo cinese.
Una risposta alle restrizioni USA
Il regolamento riafferma il diritto della Cina di proteggere i propri interessi marittimi e logistici, in un contesto di crescente tensione con gli Stati Uniti. Le contromisure puntano a garantire parità di trattamento agli operatori marittimi cinesi e a rafforzare il ruolo del Paese nelle catene globali del trasporto e della logistica.
Fonte: Autorità di sistema portuale dei mari Tirreno Meridionale e Ionio












