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Bancarotta fraudolenta: indagine su un’azienda di autotrasporti

Due imprenditori sotto inchiesta per bancarotta fraudolenta: sequestrati beni per oltre mezzo milione di euro

Due imprenditori di Massa, operanti nel settore dell’autotrasporto, sono finiti sotto inchiesta per bancarotta fraudolenta nell’ambito di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza in sinergia con la Procura della Repubblica di Massa. L’attività investigativa si è sviluppata nel corso del 2025 ed è culminata con un sequestro preventivo di beni per oltre mezzo milione di euro.

Sequestro disposto dal Gip

L’operazione è stata eseguita in attuazione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Massa. La misura cautelare reale è stata disposta a conclusione di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica, volta a ricostruire il presunto sistema di gestione societaria adottato dai due indagati.

Prelievi di contante e bancarotta preferenziale

Gli accertamenti patrimoniali svolti dalla Guardia di Finanza hanno evidenziato un grave quadro di mala gestio in danno della società e dei creditori. In particolare, le indagini hanno rilevato un sistematico ricorso a prelievi di contante dalla cassa sociale, finalizzati ad azzerare i saldi dei conti correnti e a eludere le procedure di riscossione erariale.
Parallelamente, sarebbero emerse numerose operazioni distrattive, tra cui pagamenti effettuati in favore dei due amministratori, configurabili come bancarotta preferenziale, oltre a spese ritenute anomale e non coerenti con l’oggetto sociale dell’azienda.

Ruoli di amministratore di diritto e di fatto

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due imprenditori avrebbero operato rispettivamente in qualità di amministratore di diritto e amministratore di fatto, concorrendo nella gestione irregolare della società. Le condotte contestate avrebbero prodotto un progressivo depauperamento del patrimonio aziendale, compromettendo le possibilità di soddisfacimento del ceto creditorio.

Debito con l’erario vicino ai 3 milioni

Nel complesso, le somme distratte ammonterebbero a oltre 2 milioni di euro. Le indagini hanno inoltre evidenziato una gestione caratterizzata da reiterate inadempienze fiscali e previdenziali, con un debito complessivo verso l’erario che avrebbe raggiunto circa 2,8 milioni di euro.
Il sequestro disposto mira a preservare le risorse necessarie a tutela degli interessi pubblici e dei creditori coinvolti.

Fonte: La Nazione

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