Dopo i dati sulla crescita della Blue Economy italiana e le prospettive positive dell’export nazionale, Assiterminal continua a proporre interventi per migliorare la competitività del sistema portuale italiano e sostenere lo sviluppo delle attività dei terminal.
L’associazione, che ha recentemente celebrato i 25 anni di attività, sta lavorando a un pacchetto di proposte emendative da presentare entro il 28 luglio alla Commissione Trasporti della Camera, nell’ambito dell’iter parlamentare del disegno di legge “Porti d’Italia”.
Le nuove proposte non riguardano soltanto il tema del lavoro, già affrontato in precedenza dall’associazione, ma anche alcuni aspetti strategici legati all’efficienza operativa, agli investimenti e alla crescita della portualità italiana.
Canoni concessori e riequilibrio del rapporto pubblico-privato
Uno dei principali temi sollevati da Assiterminal porti italiani riguarda la revisione dei criteri utilizzati per il calcolo dei canoni concessori.
Secondo l’associazione, nonostante alcune recenti pronunce del Consiglio di Stato e del TAR Lazio, non sarebbero ancora state adottate misure per compensare gli effetti derivanti dall’applicazione di parametri considerati non corretti per il calcolo degli indici del 2023.
Il tema dei canoni concessori si inserisce in una riflessione più ampia sul principio di riequilibrio del rapporto tra concedente e concessionario, considerato dall’associazione un elemento fondamentale per garantire stabilità agli investimenti nei terminal portuali.
Incentivi agli investimenti nelle aree ZES e ZLS
Tra le proposte presentate da Assiterminal rientra anche la richiesta di favorire gli investimenti infrastrutturali realizzati dai terminalisti all’interno delle aree ZES e ZLS.
L’associazione evidenzia la necessità di estendere strumenti di incentivazione, come i crediti d’imposta, anche agli investimenti sulle infrastrutture demaniali, considerando il ruolo strategico della collaborazione pubblico-privata nello sviluppo della logistica portuale.
Secondo Assiterminal, sostenere gli investimenti nelle infrastrutture portuali potrebbe rappresentare un elemento decisivo per aumentare la competitività dei terminal italiani e allineare il sistema nazionale alle migliori pratiche europee.
Energia e cold ironing: nuove opportunità per i terminal
Un ulteriore ambito di intervento riguarda la possibilità di favorire la costituzione di consorzi per l’autoproduzione di energia elettrica destinata ai fabbisogni dei terminal portuali.
L’obiettivo è sostenere la transizione energetica della portualità, creando nuove opportunità anche per il cold ironing, ovvero l’alimentazione elettrica delle navi durante la sosta in porto.
Una soluzione che potrebbe contribuire alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della sostenibilità ambientale delle infrastrutture portuali.
Più traffico ferroviario per una logistica intermodale efficiente
Tra le proposte avanzate dall’associazione trova spazio anche il tema del trasporto ferroviario merci.
Assiterminal propone di definire obiettivi di traffico ferroviario differenziati per ciascun ambito portuale, prevedendo criteri chiari per determinare gli incentivi e gli sconti sui canoni concessori destinati ai terminalisti che incrementano i collegamenti ferroviari in origine o destinazione dai porti.
L’obiettivo è favorire una crescita concreta dell’intermodalità ferroviaria, valorizzando in modo misurabile il ruolo della ferrovia nella catena logistica.
Assiterminal: porti italiani più competitivi con nuove strategie
Dal board di Assiterminal arriva quindi un appello a non limitare il confronto parlamentare esclusivamente alla sostenibilità e agli strumenti di sviluppo infrastrutturale, ma ad affrontare anche gli aspetti economici e operativi che possono sostenere la crescita dei terminal e dell’intero sistema portuale nazionale.
Le proposte dell’associazione puntano a rafforzare il ruolo dei porti italiani nella logistica internazionale, migliorando efficienza, capacità di investimento e integrazione con le reti di trasporto merci.
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