L’accordo di libero scambio UE – Mercosur rappresenta un’iniziativa di grande valore strategico, destinata a rafforzare la competitività del sistema economico italiano e a favorire l’accesso a nuovi mercati internazionali. È quanto evidenzia Confetra – Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica, sottolineando il potenziale dell’intesa nel creare un’area di libero scambio da oltre 700 milioni di consumatori.
Secondo Confetra, l’accordo rende ancora più urgente il rafforzamento di politiche commerciali in grado di incentivare gli scambi e garantire un accesso più stabile e strutturato ai mercati esteri.
Export italiano e ruolo dei mercati internazionali
Nel 2024 l’Italia si conferma un Paese fortemente orientato all’export: le esportazioni hanno superato i 620 miliardi di euro, pari a circa il 30% del PIL nazionale. Un dato che conferma come l’apertura ai mercati esteri rappresenti un pilastro essenziale per la crescita economica e per la tenuta del sistema produttivo nazionale.
Il Mercosur come opportunità per il Made in Italy
Il Mercosur costituisce già oggi per l’Italia un mercato dal valore di oltre 13,5 miliardi di euro, con una crescita stimata del 26% entro il 2036. Le categorie merceologiche maggiormente richieste dai Paesi dell’area coincidono con alcuni dei principali settori di eccellenza del Made in Italy, tra cui:
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macchinari e apparecchiature meccaniche
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mezzi di trasporto
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prodotti farmaceutici e chimici
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abbigliamento e accessori
Un contesto che rende l’accordo particolarmente rilevante anche per il comparto della logistica e dei trasporti, chiamato a sostenere l’espansione degli scambi commerciali.
Una leva per competitività e investimenti
Secondo Confetra, l’accordo UE–Mercosur rappresenta una concreta opportunità per rafforzare competitività, investimenti e presenza globale del sistema economico italiano. In una fase caratterizzata da domanda interna debole, dalle difficoltà economiche della Germania – principale partner commerciale dell’Italia – da politiche commerciali statunitensi più aggressive e da persistenti tensioni geopolitiche, l’apertura verso nuovi mercati viene indicata come una scelta strategica non più rinviabile.
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