Il settore dell’autotrasporto italiano affronta una fase critica: il prezzo del gasolio è aumentato di oltre il 30% in un solo mese e i servizi di trasporto merci costano oggi mediamente il 15% in più. A lanciare l’allarme è FIAP, che sottolinea come il mancato riconoscimento di questi aumenti da parte della committenza e l’assenza di misure operative da parte del governo possano determinare un blocco delle attività di autotrasporto.
Secondo FIAP, senza interventi immediati, mezzi fermi e cassa integrazione straordinaria per migliaia di lavoratori diventano scenari possibili, con effetti diretti su tutta la filiera logistica e sull’economia nazionale.
Costi operativi e tensioni nella filiera
Le imprese di trasporto merci devono gestire costi in continuo aumento, aggravati da tensioni geopolitiche che incidono direttamente sul carburante e sui costi generali di esercizio. Il rifiuto di riconoscere adeguamenti tariffari viene considerato da FIAP una posizione rischiosa e potenzialmente destabilizzante per l’intera catena logistica.
Il settore non è una voce comprimibile: il trasporto merci è un servizio essenziale, e continuare a ignorarne il reale costo innesca contenziosi con effetti devastanti per tutti gli attori coinvolti.
Dialogo con il governo e criticità sui ristori
FIAP conferma la volontà di mantenere aperto il confronto istituzionale, considerato lo strumento più efficace per affrontare la crisi. Tuttavia, oltre venti giorni dopo l’annuncio dei ristori, il decreto attuativo non è ancora operativo e le imprese non sanno come accedere ai fondi né quando.
Le risorse stanziate, pari a 100 milioni di euro, risultano insufficienti rispetto all’aumento dei costi, mentre per le imprese più grandi la normativa europea sugli aiuti di Stato rischia di rallentare ulteriormente l’erogazione dei contributi, lasciando le aziende a sostenere costi insostenibili senza certezza di recupero.
Misure urgenti richieste da FIAP
FIAP evidenzia la necessità di misure concrete per garantire liquidità immediata, come l’utilizzo del credito derivante dal recupero delle accise sul carburante, la sospensione o il differimento dei versamenti fiscali e contributivi e un chiarimento ufficiale sull’applicabilità della clausola di adeguamento carburante in contesti emergenziali.
Questi interventi potrebbero ridurre l’impatto economico senza incidere pesantemente sulla finanza pubblica, consentendo alle imprese di autotrasporto di affrontare le criticità attuali senza fermarsi.
Rischio fermo del settore e impatto economico
Il messaggio di FIAP è chiaro: senza ascolto e interventi operativi, il rischio di blocco del settore diventa concreto. Il fermo dei mezzi e la riduzione delle attività logistiche avrebbero conseguenze dirette su produzione, distribuzione e approvvigionamenti, mettendo a rischio l’intera economia italiana.
Il settore non chiede assistenza, ma risposte rapide e operative. In un contesto di forte pressione sui costi, il tempo diventa il fattore decisivo per evitare una crisi più ampia nella logistica e nel trasporto merci nazionale.
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