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Middle Corridor: la logistica si gioca ai confini, non sulle mappe

IRU propone soluzioni concrete per rendere più efficienti i confini lungo il Middle Corridor, sempre più centrale nei traffici Europa-Asia

I flussi di trasporto globali stanno rapidamente riallineandosi lungo nuove rotte commerciali, ma i confini restano l’anello più debole della catena logistica. È questo il messaggio emerso durante un importante evento della Turkic Week a Vienna, dove IRU ha presentato una serie di misure operative per migliorare la fluidità dei traffici lungo il Middle Corridor, sempre più rilevante per i collegamenti terrestri tra Asia ed Europa.

Il Middle Corridor, noto anche come rotta trans-caspica, sta rispondendo alle trasformazioni delle supply chain globali, ai rischi geopolitici e alla crescente domanda di corridoi terrestri resilienti. Dal 2022, numerosi operatori logistici hanno iniziato a utilizzarlo come alternativa credibile alle tradizionali rotte marittime.

Crescita del traffico e centralità delle merci cinesi

Anche la composizione dei traffici lungo il Middle Corridor è cambiata in modo significativo. Se in passato il commercio era dominato da materie prime come petrolio e minerali, oggi il corridoio sta vivendo una rapida crescita del traffico containerizzato, che è più che triplicato negli ultimi 12 mesi.

Oltre il 60% dei container trasportati lungo questa direttrice è costituito da merci cinesi dirette verso l’Europa, a conferma del ruolo strategico del Middle Corridor nelle nuove dinamiche del commercio euro-asiatico.

IRU: senza interventi sui confini la crescita è a rischio

Intervenendo all’evento organizzato dall’Organization of Turkic States e dall’OSCE, il Segretario Generale di IRU Umberto de Pretto ha sottolineato come il commercio lungo il Middle Corridor sia destinato a crescere rapidamente, con volumi di traffico che potrebbero triplicare entro il 2030.

Tuttavia, senza un potenziamento strutturale del corridoio, in particolare delle procedure di attraversamento delle frontiere, la domanda di trasporto rischia di fermarsi fino al 35% al di sotto delle aspettative. Rafforzare il Middle Corridor, secondo IRU, richiede facilitazione, prevedibilità e cooperazione tra le autorità.

I colli di bottiglia ai confini

Nonostante il forte impegno politico, i valichi di frontiera restano il principale punto critico del Middle Corridor. Le principali difficoltà riguardano tempi di attesa elevati dovuti a controlli ripetitivi e scarsa coordinazione, capacità insufficiente dei confini nei periodi di picco, limitata disponibilità di collegamenti RoRo nel Mar Caspio, carenza di aree di sosta adeguate e condizioni non sempre dignitose per gli autisti.

A questi elementi si aggiungono procedure frammentate e una limitata armonizzazione tra le autorità nazionali, fattori che compromettono affidabilità, aumentano i costi e riducono la competitività complessiva del corridoio logistico.

Il ruolo del sistema TIR e delle Green Lanes

Secondo IRU, investire nelle infrastrutture stradali non è sufficiente se i mezzi restano bloccati per giorni ai confini. Un solo giorno di attesa può costare più di centinaia di chilometri percorsi su strada. La vera connettività passa quindi da controlli basati sul rischio, fiducia tra amministrazioni doganali e procedure armonizzate a livello internazionale.

In questo contesto, il TIR rappresenta uno strumento chiave. Basato sul mutuo riconoscimento dei controlli doganali, su una garanzia internazionale e su carichi sigillati e sicuri, il sistema TIR consente di ridurre ispezioni fisiche, duplicazioni documentali e incertezza per gli operatori.

Oggi il TIR collega la Cina con oltre 30 Paesi in Eurasia, riducendo i tempi di transito fino all’80% e i costi di trasporto di circa il 50%. A questo si affianca il crescente utilizzo delle TIR Green Lanes, corsie prioritarie che garantiscono passaggi più rapidi e tempi di transito prevedibili per i mezzi conformi.

Digitalizzazione ed eTIR per un corridoio competitivo

La digitalizzazione è un altro elemento essenziale per scalare la facilitazione dei traffici transfrontalieri. Il sistema eTIR consente di superare i ritardi legati alla documentazione cartacea, migliorando trasparenza, sicurezza e interoperabilità tra i sistemi doganali nazionali.

Secondo IRU, il successo del Middle Corridor non sarà misurato dalle mappe, ma dai minuti risparmiati ai confini. Con una reale volontà politica di implementare correttamente il TIR, il corridoio può trasformarsi in un’arteria commerciale prevedibile, competitiva e resiliente, capace di generare occupazione, crescita economica e stabilità lungo l’asse Europa-Asia.

Fonte: IRU

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