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Conftrasporto: invasione di Tir stranieri, urge regolamento

Conftrasporto: invasione di Tir stranieri, urge regolamento

Negli ultimi 12 anni le imprese di trasporto dell'Europa dell'Est hanno incrementato i loro transiti in Italia del 700%
Legalità e sicurezza nell’autotrasporto”: questo il tema del convegno che si è svolto venerdì a Verona nell’ambito di Transapotec, il salone dei trasporti e della logistica che si è chiuso ieri. Dal 2009 a oggi l’Italia ha perso 182mila conducenti professionali: è una delle conseguenze di un regime di concorrenza sleale che prospera in Europa. Mentre – come ha ricordato il direttore generale di Conftrasporto Pasquale Russo – Francia, Germania e Austria si sono dotate di leggi che impongono alle imprese straniere in transito sulle loro strade regole ferree (tra le quali il rispetto del salario minimo in vigore nel loro territorio), l’Italia non ha adottato analoghi provvedimenti legislativi. 
 
 
Il risultato è che negli ultimi 12 anni le imprese di trasporto dell’Europa dell’Est hanno incrementato i loro transiti in Italia del 700%, a fronte di un calo del 60% del traffico delle imprese italiane nella Penisola. Il salario medio di un autista professionale italiano può superare i 2mila euro netti mensili, quello di un autista dei Paesi dell’Est, quando va bene, ammonta a meno della metà. 
 
 
Intanto l’Authority ha recentemente alzato l’aliquota del contributo richiesto alle imprese di trasporto dal 4 al 6 per mille, ampliando il perimetro delle aziende coinvolte a quelle con un fatturato minimo di 5 milioni di euro, contro i 30 di un anno fa. “Un ulteriore onere per le imprese che serve solo a sostenere i costi di gestione del garante – ha dichiarato Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto, cui fanno riferimento 35mila imprese associate su gomma, ferro e mare – Quel contributo avrebbe decisamente più senso versarlo all’Albo degli autotrasportatori, creando un fondo per aiutare i giovani ad avere un futuro, potenziando laformazione e facendo crescere la cultura del rispetto dell’altro oltre che del codice della strada. Bisogna creare nuove generazioni di lavoratori anche nel settore dei trasporti, che ne ha grande bisogno”.

“Crediamo nel valore della professionalità ed è importante che l’Europa ci segua in questo percorso”, ha proseguito Uggè. “A tal proposito accogliamo con soddisfazione la Road Alliance, il documento di intenti sottoscritto da nove Paesi europei tra cui l’Italia che ha recepito le istanze di Conftrasporto sulla necessità di un regolamento unitario a livello europeo per tutto il settore”.

 
 
 
 
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