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Trasporto ferroviario: più fondi ETS per la decarbonizzazione

Le associazioni europee del settore chiedono che una parte dei proventi dell’EU ETS venga reinvestita in infrastrutture ferroviarie, trasporto merci e mobilità sostenibile.

Il settore ferroviario europeo chiede un riconoscimento concreto del proprio contributo alla decarbonizzazione dei trasporti nell’ambito della revisione del sistema di scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea (EU ETS).

La richiesta arriva da otto associazioni europee del comparto ferroviario e intermodale – AERRL, ALLRAIL, CER, EIM, ERFA, UIP, UIRR e UNIFE – attraverso una dichiarazione congiunta diffusa in vista della presentazione della proposta della Commissione Europea sulla revisione del sistema ETS.

Le organizzazioni chiedono che il meccanismo europeo mantenga il proprio obiettivo originario: utilizzare le entrate generate dal mercato del carbonio per sostenere i settori che hanno già realizzato importanti percorsi di riduzione delle emissioni e incentivare ulteriormente la transizione verso modelli di mobilità più sostenibili.

Il trasporto ferroviario protagonista della transizione energetica

Secondo le associazioni, il trasporto ferroviario rappresenta già oggi una delle modalità più efficienti per ridurre l’impatto ambientale della mobilità europea, sia nel settore passeggeri sia nel trasporto merci.

Oltre l’80% del traffico ferroviario nell’Unione Europea è già elettrificato e il settore ferroviario genera meno dell’1% delle emissioni complessive di gas serra prodotte dal comparto dei trasporti.

La ferrovia, inoltre, consente una significativa riduzione delle emissioni quando le merci vengono trasferite dalla strada alla rotaia e quando il trasporto combinato viene utilizzato come alternativa ai sistemi maggiormente dipendenti dai combustibili fossili.

Le associazioni chiedono un reinvestimento delle risorse ETS

Il settore ferroviario non chiede un’esenzione dal sistema EU ETS, ma un utilizzo più efficace delle risorse generate dal meccanismo.

Secondo la dichiarazione congiunta, il trasporto ferroviario elettrificato, i terminal intermodali alimentati elettricamente e i veicoli industriali elettrici risultano indirettamente penalizzati dal sistema, poiché il mercato dell’energia elettrica utilizzata per queste attività è già coinvolto nel meccanismo di tariffazione della CO₂.

Per questo motivo le associazioni chiedono che una parte dei proventi ETS venga destinata agli investimenti necessari per aumentare la capacità e la competitività del sistema ferroviario europeo.

Investimenti per merci, infrastrutture e innovazione digitale

Le risorse derivanti dall’EU ETS, secondo il comparto ferroviario europeo, dovrebbero sostenere interventi strategici per il futuro della mobilità delle merci.

Tra le priorità indicate figurano:

  • sviluppo e potenziamento dei corridoi ferroviari merci;
  • elettrificazione di terminal e depositi;
  • infrastrutture per la trazione elettrica;
  • modernizzazione del materiale rotabile;
  • strumenti digitali per la gestione della capacità ferroviaria;
  • miglioramento dell’intermodalità strada-rotaia.

Questi investimenti sono considerati fondamentali per rendere il trasporto ferroviario merci una soluzione sempre più competitiva per le imprese di logistica e per gli operatori del trasporto.

Più risorse ETS per favorire il trasferimento modale

Le otto associazioni chiedono che una quota maggiore delle entrate del sistema ETS venga destinata al settore ferroviario, sia a livello europeo sia nazionale.

Secondo la proposta, gli Stati membri dovrebbero vincolare parte delle risorse disponibili agli investimenti ferroviari e agli strumenti capaci di ridurre gli squilibri tra le diverse modalità di trasporto.

Un ruolo centrale dovrebbe essere assegnato anche al trasferimento modale, ovvero allo spostamento delle merci dalla strada alla ferrovia, considerato uno degli strumenti più immediati per ridurre le emissioni nel settore della logistica.

Il principio “chi inquina paga” e la competitività del settore

Le associazioni ferroviarie europee sottolineano che la revisione dell’EU ETS deve garantire il principio del “chi inquina paga” e creare condizioni di concorrenza equilibrate tra i diversi sistemi di trasporto.

Il settore ferroviario sostiene già i costi del sistema ETS attraverso il consumo di energia elettrica e, contemporaneamente, contribuisce alla riduzione delle emissioni legate al trasporto di merci e passeggeri.

Secondo i dati forniti dalle associazioni, il costo dell’ETS sostenuto dal trasporto ferroviario elettrificato nell’UE a 27 raggiunge circa 571 milioni di euro all’anno, considerando un prezzo della CO₂ pari a 79,36 euro per tonnellata.

Se il prezzo del carbonio dovesse raggiungere i 110 euro per tonnellata entro il 2027, come previsto, il costo annuale potrebbe superare i 790 milioni di euro.

Il futuro della mobilità europea passa dall’intermodalità

Per il settore ferroviario, la revisione del sistema EU ETS rappresenta un’opportunità per riconoscere il ruolo strategico della ferrovia nella transizione ecologica europea.

Investire nel trasporto ferroviario, nelle infrastrutture e nell’intermodalità significa rafforzare un modello di mobilità delle merci più efficiente, competitivo e con minore impatto ambientale.

Il confronto tra istituzioni europee, operatori ferroviari, imprese di logistica e aziende di trasporto sarà quindi decisivo per definire strumenti capaci di accompagnare concretamente la decarbonizzazione del sistema dei trasporti.

Fonte: INFORMARE

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