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Il Parlamento europeo ha rigettato la proposta di regolamento sul riciclaggio delle navi

Almeno per il momento l’industria marittimo-portuale può tirare un sospiro di sollievo. Oggi infatti, con 299 voti favorevoli, 292 contrari e 21 astensioni, il Parlamento europeo ha rigettato la proposta di regolamento sul riciclaggio delle navi che prevede l’imposizione di una tassa a carico di tutte le navi che scalano i porti UE con l’obiettivo di reperire le risorse finanziare per sostenere economicamente procedure sostenibili per la demolizione, lo smantellamento e il riciclo delle navi che è stata approvata nei giorni scorsi dalla Commissione per l’ambiente dell’assemblea parlamentare di Strasburgo.

L’assemblea plenaria, seppure per una manciata di voti, non ha accolto la proposta deliberata dalla Commissione per l’ambiente (relatore Carl Schlyter), ma – con un emendamento approvato con 499 voti favorevoli, 50 contrari e 55 astensioni – ha chiesto alla Commissione Europea di predisporre entro la fine del 2015 una proposta legislativa basata su un sistema di incentivi per facilitare un riciclaggio delle navi sicuro ed efficace. L’approvazione della proposta di emendamento dà mandato a Schlyter di negoziare con il Consiglio europeo un accordo in prima lettura, avviando le trattative il prossimo mese.

Per Carl Schlyter, tuttavia, più che di una mezza vittoria, si tratta di una piena sconfitta: «se il Parlamento europeo ha votato per porre fine al fatto che la demolizione delle navi europee venga effettuata con noncuranza nei Paesi in via di sviluppo in condizioni di pericolo – si è rammaricato Schlyter – ciò è compromesso dalla mancata adozione di un meccanismo finanziario di sostegno. è molto frustrante – ha denunciato l’europarlamentare – che una risicata maggioranza abbia ceduto ad un’azione di lobby assolutamente ingannevole da parte del settore marittimo, che cerca di sottrarsi alle proprie responsabilità, ed abbia bocciato il meccanismo finanziario proposto che avrebbe reso competitivo il riciclaggio sicuro delle navi».

Se per Schlyter il pronunciamento odierno del Parlamento europeo rappresenta uno smacco, per l’European Sea Ports Organisation (ESPO) è un successo: «siamo lieti per l’esito del voto», ha dichiarato il segretario generale dell’associazione dei porti europei, Patrick Verhoeven. «Comprendiamo la necessità di creare un incentivo affinché gli armatori optino per un riciclaggio sostenibile – ha aggiunto Verhoeven – ma gli effetti collaterali della tassa sulla competitività dei porti dell’Unione Europea sarebbero stati molto negativi in termini di perdita di traffico, di cambiamento della programmazione degli scali delle navi e di trasferimento modale, per non parlare della burocrazia che ciò avrebbe comportato. Dando il compito alla Commissione di creare un sistema basato su incentivi – ha rilevato il rappresentante dell’ESPO – ci sarà il tempo di lavorare ad un quadro adeguato, che potrebbe armonizzare l’esigenza di creare condizioni sostenibili per il riciclaggio delle navi nel rispetto delle norme internazionali con la competitività dei porti europei».

Fonte: INFORMARE

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