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Porto di Genova: piano buffer per decongestionare scalo e autostrade

Sperimentazione nel Basso Piemonte per smistare i container nelle aree retroportuali e ridurre traffico e congestioni

Realizzare aree buffer, vere e proprie zone “tampone” per i camion che trasportano container e trailer, collocate nelle aree retroportuali del Nord Ovest, in particolare tra Basso Piemonte e Bassa Lombardia, con l’obiettivo di decongestionare il porto di Genova e la rete autostradale.

È questo il progetto presentato a Genova da Connect, spin-off di Uirnet, specializzato in ingegneria e digitalizzazione dei processi logistici.

Come funziona il modello buffer

Le aree buffer funzionerebbero come collettori delle merci containerizzate, ricevendo i carichi direttamente dalle fabbriche e smistandoli verso i terminal portuali anche nelle fasce orarie notturne o meno congestionate. In questo modo si eviterebbero le code ai varchi portuali, migliorando l’efficienza complessiva del sistema logistico.

Secondo i promotori, il modello consentirebbe una gestione più flessibile dei flussi, riducendo l’incertezza dei tempi e i costi aggiuntivi che oggi gravano sull’intera catena produttiva.

Effetti su costi, ambiente e sostenibilità

Oltre ai benefici operativi, il progetto punta anche a ridurre l’impatto ambientale. Dai buffer, infatti, i container potrebbero essere trasferiti verso gli scali marittimi utilizzando motrici elettriche, a biogas o a idrogeno, contribuendo alla diminuzione delle emissioni e dell’inquinamento nelle aree urbane e portuali.

“Il sistema logistico attuale soffre di rigidità e incertezza nei tempi, con costi extra che si riflettono sull’intera filiera”, ha spiegato Rodolfo De Dominicis, amministratore delegato di Connect, sottolineando come una rete di aree buffer possa rappresentare una risposta strutturale a queste criticità.

Sperimentazione nel Basso Piemonte

Il primo passo operativo del progetto prevede la sperimentazione di un prototipo nel Basso Piemonte, con possibili localizzazioni ad Arquata, Tortona o Rivalta. Successivamente, l’obiettivo è progettare e realizzare una rete di buffer a servizio dell’ecosistema logistico del Nord Ovest.

Il modello ipotizzato include anche forme di partenariato pubblico-privato, con project financing, la creazione di un osservatorio tecnico-scientifico e la definizione di strumenti di sostegno analoghi a Ferrobonus e Marebonus.

Il coinvolgimento delle istituzioni

Alla presentazione del progetto hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo della logistica, tra cui il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Matteo Paroli, e quello dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Bruno Pisano.

Presenti anche i rappresentanti delle associazioni di categoria, tra cui Federlogistica con il presidente Davide Falteri, e FAI con il presidente Paolo Uggè, oltre agli assessori regionali di Piemonte e Lombardia.

Fonte: Ansa

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