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Emilia-Romagna: nel Piano dei trasporti il raddoppio della Pontremolese

Emilia-Romagna: nel Piano dei trasporti il raddoppio della Pontremolese

La cura del ferro si pone come obiettivo al 2025 un incremento del 30% del trasporto merci ferroviario.

Prosegue nelle commissioni dell’assemblea legislativa regionale l’esame del Piano regionale integrato dei trasporti (Prit) che si pone come obiettivo al 2025 un incremento del 30% del trasporto merci ferroviario, raggiungendo le 25 mila tonnellate l’anno.

Fa propri gli obiettivi del Piano aria integrato regionale (Pair2020) che tra le azioni per il miglioramento della qualità dell’aria prevede lo sviluppo dell’intermodalità per il trasporto merci a lungo raggio, ovvero l’incentivazione al trasferimento del trasporto merci dai camion ai treni.

Il Prit, per perseguire questo obiettivo, punta a costruire un incentivo regionale, che si affiancherà a quello nazionale ‘Ferrobonus’, per chi sceglie il treno rispetto ai tir, e al potenziamento della ‘piattaforma logistica regionale’, sviluppando i nodi di connessione, rafforzando i collegamenti con i porti, migliorando i collegamenti di ultimo miglio e diminuendo i costi e i tempi di manovra.

Il trasporto merci su ferro. Sono previste opere di adeguamento infrastrutturale della rete ferroviaria, tra cui il completamento del raddoppio della ferrovia Pontremolese.

Per quanto riguarda i nodi di scambio sarà realizzata la nuova bretella, a semplice binario elettrificato, di connessione tra le linee Fidenza-Fornovo e Fidenza-Bologna, che eviti l’inversione del senso di marcia a Fidenza; il completamento dei lavori previsti per la completa funzionalità dello scalo merci di Villa Selva; la realizzazione e l’allacciamento del nuovo scalo e di nuovi raccordi a Piacenza Le Mose e, infine, la realizzazione nuovo scalo delocalizzato di Faenza (su iniziativa privata).

Il documento dovrebbe approdare in aula il 9 luglio. Tutto il mese di giugno verrà dedicato alla sua analisi in commissione: la prossima seduta, il 20 giugno sarà dedicata alle infrastrutture stradali e alla pianificazione, mentre il il 27 giugno toccherà agli aeroporti e al piano risorse.

Il Prit nasce a 20 anni dal precedente, datato 1998 e creato in un contesto socio-economico del tutto diverso dall’attuale.

Fonte: LA REPUBBLICA – PARMA

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