Imprese, cooperative, associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali della Sardegna hanno inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per denunciare quello che definiscono un costo ormai insostenibile del trasporto marittimo delle merci da e per l’Isola.
Nel documento si parla di crisi strutturale che penalizza la competitività delle imprese sarde e rischia di aggravarsi ulteriormente con l’entrata a regime del sistema EU Emissions Trading System (ETS) dal 1° gennaio 2026.
“Una strozzatura permanente per l’economia sarda”
Secondo i firmatari, il sistema attuale genera incertezza e costi crescenti che incidono sulla continuità produttiva e sull’occupazione. Nei mesi estivi, spiegano, il traffico merci aumenta fino all’80%, ma la capacità di stiva non viene adeguata e in alcuni casi viene ridotta per favorire il trasporto passeggeri, ritenuto più redditizio.
Il risultato sarebbe una programmazione logistica incerta, prenotazioni che non garantiscono il viaggio e rincari proprio nei periodi di maggiore domanda.
Il nodo insularità e il confronto europeo
Tra i firmatari figurano Michele Cossa (Comitato per l’Insularità) e Aldo Salaris, vicepresidente del Consiglio regionale della Sardegna, oltre a numerose associazioni di categoria e imprese del comparto logistico e produttivo.
Viene richiamato l’articolo 119 della Costituzione, che prevede la compensazione degli svantaggi derivanti dall’insularità. Nel confronto con altri territori europei, la lettera cita i modelli adottati per la Corsica e per le isole greche, dove il trasporto marittimo è sostenuto con fondi pubblici in quanto servizio essenziale.
Le proposte al Governo
Il documento chiede l’introduzione di obblighi di servizio pubblico vincolanti per il trasporto merci marittimo, con garanzie su capacità minima di stiva, certezza del viaggio per i mezzi prenotati, adeguamento stagionale dell’offerta e impiego di navi Ro-Ro dedicate.
Tra le richieste anche compensazioni pubbliche per neutralizzare i costi strutturali dell’insularità e gli impatti dell’ETS.
Secondo le stime riportate nella lettera, negli ultimi tre anni il costo medio di una traversata con semirimorchio sarebbe aumentato di oltre il 60% sulle principali rotte, con il rischio di ulteriori incrementi tra il 20% e il 40% dal 2026 a causa del pieno regime ETS.
Per questo motivo i firmatari chiedono un incontro urgente con il ministro per avviare un tavolo operativo su trasporto merci, insularità e sistema ETS.
Fonte: Unione Sarda












