Il mercato del trasporto stradale merci in Europa entra in una nuova fase nel 2026, caratterizzata da una crescente pressione sui costi operativi e da un aumento delle tariffe contrattuali. È quanto emerge dal report IRU–Upply–Ti relativo al primo trimestre dell’anno.
Le tariffe di contratto hanno raggiunto 140,1 punti indice, con un incremento sia su base trimestrale sia annuale. In parallelo, il mercato spot mostra un andamento opposto, con una lieve flessione che conferma la tradizionale volatilità del segmento a breve termine.
La divergenza tra tariffe spot e contract rate nel trasporto merci europeo evidenzia un mercato sempre più influenzato dai costi strutturali, in particolare quelli energetici.
Caro diesel e costi energetici al centro delle dinamiche
Il principale fattore che sta influenzando il settore è l’aumento del prezzo del carburante. Il diesel in Europa è salito da una media di 1,56 euro/litro a fine 2025 a 1,96 euro/litro nel primo trimestre 2026, con un incremento del 26%.
Questo aumento incide direttamente sulle tariffe del trasporto stradale in Europa, rendendo sempre più difficile per gli operatori assorbire i costi senza trasferirli sui prezzi finali.
Le tensioni geopolitiche e le criticità nella catena energetica contribuiscono a mantenere elevata la volatilità del mercato.
Segnali macroeconomici e domanda di trasporto
Nonostante il contesto complesso, alcuni indicatori macroeconomici mostrano segnali di stabilizzazione. Il PMI manifatturiero dell’Eurozona è salito a 51,6, segnalando una fase di espansione dell’attività industriale.
La produzione industriale resta uno dei principali driver della domanda di trasporto merci su gomma in Europa, sostenendo in particolare la crescita delle tariffe contrattuali, in aumento da diversi trimestri consecutivi.
Pressione sulla supply chain e instabilità dei costi
Oltre ai carburanti, il settore deve affrontare ulteriori criticità legate alla supply chain. La disponibilità di componenti come l’AdBlue e le differenze nei prezzi del diesel tra Paesi europei stanno generando squilibri operativi e distorsioni nei flussi logistici.
In alcuni mercati, le differenze di prezzo del carburante possono arrivare fino a 1 euro al litro, influenzando direttamente la competitività degli operatori e la struttura delle tariffe.
Prospettive per il 2026: pressione al rialzo sulle tariffe
Le previsioni per il resto del 2026 indicano una continuazione della pressione al rialzo sulle tariffe del trasporto stradale in Europa. Anche in presenza di una domanda stabile, l’aumento dei costi energetici rappresenta un fattore strutturale che difficilmente potrà essere assorbito dagli operatori.
Il sentiment del mercato conferma questa tendenza, con aspettative orientate a ulteriori incrementi delle tariffe nei prossimi mesi.
Un settore sempre più guidato dai costi energetici
Il quadro complessivo evidenzia un settore del trasporto merci sempre più sensibile a fattori esterni come energia, geopolitica e politiche fiscali nazionali.
Il trasporto su gomma si conferma così un comparto strategico per l’economia europea, ma allo stesso tempo fortemente esposto alla volatilità dei costi operativi.
Fonte: IRU












