Negli ultimi anni, eventi geopolitici e crisi globali hanno profondamente trasformato il panorama della logistica internazionale. Per le aziende italiane, queste trasformazioni rappresentano una sfida, ma anche un’opportunità per innovare, diversificare e rafforzare la propria posizione sul mercato globale.
Come è cambiata e sta cambiando la logistica delle merci alla luce dei fenomeni geopolitici degli ultimi anni?
Negli ultimi anni, la logistica è stata profondamente trasformata da eventi geopolitici come la guerra in Ucraina, le tensioni tra Cina e Stati Uniti, il conflitto in Medio Oriente e, più recentemente, l’instabilità nel Mar Rosso. Questi fattori hanno aumentato l’incertezza e alterato le rotte commerciali globali, rendendo meno prevedibili i tempi di consegna e aumentando i costi di trasporto.
Abbiamo quindi dovuto rivedere i flussi logistici in modo radicale. Le tratte marittime sono diventate più lunghe a causa delle deviazioni obbligate per evitare zone a rischio; il trasporto aereo ha registrato forti oscillazioni nei prezzi; e anche il trasporto su gomma ha risentito della variabilità dei costi energetici e dei controlli alle frontiere.
Quali ripercussioni ci sono state, ci sono o ci saranno sulle aziende italiane? E sulla vostra?
Le aziende italiane, soprattutto quelle orientate all’export, stanno vivendo un momento di pressione crescente. Ritardi, aumento dei costi di spedizione, scarsità di mezzi e autisti e volatilità nei mercati rendono la programmazione difficile. Le PMI, in particolare, faticano a negoziare condizioni favorevoli in un mercato dominato da pochi grandi player.
Anche noi, come azienda di spedizioni, abbiamo dovuto ripensare la nostra offerta commerciale: abbiamo introdotto soluzioni più flessibili e multimodali, per garantire alternative quando un canale diventa impraticabile. Il nostro lavoro oggi non è solo quello di spedire merci, ma anche di consigliare i clienti su strategie di gestione del rischio e nuove rotte.
Cosa si può fare per mitigare i rischi e se possibile prevedere i cambiamenti? Voi cosa state facendo?
La chiave sta nella diversificazione e nella digitalizzazione. Non possiamo più affidarci a una sola modalità di trasporto o a un unico partner logistico. Oggi servono reti distribuite, contratti flessibili e una forte capacità di analisi.
Per questi motivi stiamo:
- Integrando sistemi di intelligenza artificiale per anticipare ritardi e disservizi.
- Rafforzando i rapporti con partner locali nei principali hub
- Sviluppando soluzioni digitali per i clienti, che consentano la gestione autonoma e trasparente delle spedizioni.
- Aggiungendo servizi di consulenza logistica personalizzata, per aiutare le aziende a ridisegnare le loro supply chain in ottica resiliente.
In tutto questo, come cambia il ruolo dei responsabili della logistica?
Il ruolo dei responsabili della logistica è oggi molto più strategico. Non si tratta più soltanto di “far arrivare la merce a destinazione”, ma di gestire la complessità, prevedere scenari, adattarsi rapidamente. Serve un approccio data-driven, ma anche una grande capacità relazionale per coordinarsi con attori internazionali e far fronte a crisi improvvise.
I nostri responsabili logistica sono oggi figure ibride, che uniscono competenze tecniche, digitali e commerciali, partecipando ai processi decisionali, e sono parte attiva nello sviluppo delle nuove soluzioni aziendali.












