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Sentenza di primo grado per la strage di Viareggio

Sentenza di primo grado per la strage di Viareggio

Numerose condanne e otto assoluzioni.

Nel primo pomeriggio di martedì 31 gennaio il Tribunale di Lucca ha letto la sentenza sull’incidente ferroviario del 29 giugno 2009, che causò 32 morti. Numerose condanne e otto assoluzioni, ma prescrizione è alle porte.

Le due sentenze più rilevanti emesse oggi dai giudici di Lucca riguardano Mauro Moretti e Michele Mario Elia, che al tempo dell’incidente erano rispettivamente amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e della sua società Rete Ferroviaria Italiana. Moretti è stato condannato a sette anni, a fronte della richiesta del pubblico ministero di 16 anni, mentre Elia è stato condannato a sette anni e sei mesi (l’accusa aveva chiesto 15 anni).

L’Ansa riferisce che “i giudici del tribunale di Lucca hanno assolto otto dei 33 imputati per non aver commesso il fatto: Andreas Barth dell’Officina Jungenthal di Hannover; Andreas Carlsson, sempre della Jungenthal di Hannover; Joachim Lehmann, supervisore esterno della Jungenthal; Massimo Vighini; Calogero Di Venuta, responsabile della Direzione compartimentale di Firenze Movimento Infrastrutture; Giuseppe Farneti, sindaco revisore di Fs prima e poi di Italferr; Gilberto Galloni, amministratore delegato di Fs Logistica; Angelo Pezzati, predecessore di Di Venuta; Stefano Rossi e Mario Testa. Assolto anche Mauro Moretti dai reati a lui ascritti come amministratore delegato di Ferrovie (che è stato condannato come e amministratore delegato di RFI, ndr) e Vincenzo Soprano, limitatamente ai reati ascritti come ex dirigente di Fs. Esclusa la responsabilità per illecito amministrativo anche di Ferrovie dello Stato Spa, di Fs Logistica, di Cima Riparazione”.

Il processo di primo grado si conclude dopo sette anni e sette mesi dallo svio della ferrocisterna carica di Gpl, che causò un’esplosione a Viareggio, dove morirono trentadue persone. L’indagine e il processo sono stati lunghi e complessi, tanto che la sentenza arriva dopo 140 udienze e lunghissime perizie per stabilire in modo preciso gli eventi e le responsabilità. Alcune erano emerse chiaramente subito, perché lo svio della ferrocisterna era stato causato dalla rottura di un assile causata da una crepa non rilevata durante la manutenzione.

Ma la catena di responsabilità ha compreso anche RFI, perché lo squarcio nella ferrocisterna che ha causato l’uscita del Gpl è stato provocato da un elemento in ferro che, secondo l’accusa non doveva essere in quel posto, mentre secondo la difesa di RFI faceva parte dell’equipaggiamento necessario alla gestione del traffico. Il Tribunale ha condannato due società, RFI e Trenitalia. Leggi tutta la notizia

Fonte: TE – TRASPORTO EUROPA

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