FIAP – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali esprime soddisfazione per l’approvazione in Commissione Attività Produttive della Camera dell’emendamento al DL Energia che, una volta concluso l’iter parlamentare, vincolerebbe i proventi delle aste CO2 al finanziamento del riequilibrio modale. La misura include esplicitamente Sea Modal Shift e Ferrobonus, strumenti strategici per sostenere le imprese di autotrasporto sulle rotte insulari.
“Gli armatori versano l’ETS e trasferiscono i costi sulle tariffe navali, gravando sulle imprese di autotrasporto. È giusto che quelle risorse tornino al settore che le ha sostenute,” spiega FIAP.
Emergenza costi sulle rotte ro-ro verso le isole
Il settore vive una situazione di crisi urgente: nell’ultimo anno i costi di imbarco di semirimorchi verso Sicilia e Sardegna sono esplosi. L’aumento deriva dall’ETS trasferito dagli armatori e dai rincari del carburante, aggravati dalla crisi internazionale dello Stretto di Hormuz.
Il contributo previsto dal Sea Modal Shift non è aggiornato rispetto ai costi reali: FIAP sottolinea che il settore non può aspettare i tempi ordinari della burocrazia.
Impatto sul sistema produttivo insulare
L’aumento dei costi delle rotte ro-ro non riguarda solo l’autotrasporto: migliaia di imprese produttive in Sicilia e Sardegna dipendono dall’accesso a queste rotte. Se non intervengono ammortizzatori istituzionali, la competitività delle imprese insulari cala, con rischi concreti di riduzione del fatturato, contrazione degli scambi e chiusure aziendali.
“La crisi delle rotte ro-ro è una crisi del sistema produttivo insulare,” avverte FIAP.
Richiesta di attuazione immediata
Alessandro Peron, Segretario Generale di FIAP, chiede ai Ministeri competenti:
- Convocare urgentemente un tavolo di confronto con il settore;
- Procedere senza indugio con i decreti attuativi interministeriali;
- Aggiornare il contributo Sea Modal Shift ai costi reali delle rotte insulari;
- Prevedere finestre di accesso flessibili per le imprese di autotrasporto.
Per Peron, l’intermodalità verso le isole non è una scelta ambientale, ma una necessità produttiva nazionale che non può essere rimandata.
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