Lo shipping internazionale e il trasporto marittimo europeo mostrano resilienza di fronte alla crisi nello Stretto di Hormuz. Paolo Pessina, presidente di Federagenti, evidenzia che il settore dispone degli anticorpi necessari per fronteggiare le tensioni geopolitiche e i potenziali impatti sulle supply chain globali.
La capacità di adattamento dello shipping
Secondo Pessina, nonostante la gravità della crisi nel Golfo Persico, lo shipping — comprese navi, compagnie di navigazione, porti e agenzie marittime — saprà rispondere con elasticità e capacità di adattamento, dimostrate anche in crisi precedenti come la chiusura temporanea del Canale di Suez o del Canale di Suez tra il 1967 e il 1975.
“Mi sento di affermare che lo shipping saprà rispondere all’emergenza con l’elasticità e la capacità di adattamento che ha dimostrato anche in tempi recenti”, ha dichiarato Pessina.
Hormuz: un chokepoint strategico
Lo Stretto di Hormuz rimane un punto strategico globale per il transito di petrolio e gas. Attualmente, più di mille navi sono bloccate, ma le grandi compagnie armatoriali, con il supporto delle agenzie marittime italiane, stanno studiando soluzioni alternative per garantire la continuità del trasporto marittimo.
Pessina sottolinea che, come in ogni conflitto, le vie del mare determineranno la capacità dello shipping di continuare a operare in sicurezza, minimizzando i rischi per gli equipaggi.
Impatto sui costi e sull’economia
L’attuale crisi nello Stretto di Hormuz ha già effetti sul rincaro dei costi energetici, con riflessi inevitabili sul trasporto marittimo e sullo shipping internazionale. Sebbene nel breve termine i costi aggiuntivi possano essere trasferiti ai clienti, nel medio termine è probabile che il rincaro dell’energia influenzi negativamente la produzione industriale e i consumi, con potenziali effetti sulle supply chain globali.
Prospettive per la normalizzazione
Pessina auspica una progressiva normalizzazione dello scenario: gli interessi economici dei Paesi del Golfo e della comunità internazionale sono tali da favorire una soluzione operativa rapida. Lo shipping, grazie alla sua resilienza storica, potrebbe quindi superare questa crisi mantenendo operative le catene logistiche marittime.
Nonostante le tensioni nel Golfo Persico e l’impatto sul mercato energetico, il settore dello shipping e del trasporto marittimo europeo dispone di strumenti e strategie per mitigare i rischi. La flessibilità e l’esperienza delle compagnie armatoriali e delle agenzie marittime italiane saranno decisive per garantire la continuità della logistica e delle supply chain globali.
Fonte: INFORMARE












