All’alba di martedì 16 aprile 2013, Guardia di Finanza e Polizia hanno portato a termine l’operazione Ghost Truck contro una colossale frode che ha coinvolto 25 persone e sedici società operanti nell’autotrasporto, nel movimento terra e nelle infrastrutture. La banda presentava false denunce di furto per farsi risarcire le assicurazioni di veicoli in realtà venduti all’estero.
Il meccanismo della frode è stato definito dalla stessa Guardia di Finanza “singolare” ed avveniva attraverso tre fasi, grazie anche a numerose connivenze e complicità. Il primo passo era individuare i veicoli industriali e le macchine operatrici che potevano essere oggetto della frode. Ciò avveniva sia tramite società operanti nei settori del trasporto, del movimento terra e delle infrastrutture riconducibili all’organizzazione criminale che stava effettuando la frode, sia tramite società gestite dall’organizzazione stessa. Nel primo caso, le imprese noleggiavano macchine operatrici per il movimento terra di elevato valore, ma che non hanno codici o numeri di riconoscimento risultanti nei pubblici registri, mentre nel secondo caso le imprese erano loro stesse proprietarie di mezzi di trasporto per il movimento terra, oppure di macchinari non iscritti a registri.
Una volta individuati i veicoli, partiva la seconda fase: alcune persone incaricate dall’organizzazione criminale producevano falsi certificati di lavoro, per dimostrare che le macchine noleggiate fossero effettivamente impegnate in lavori all’interno di cantieri individuati in precedenza. In realtà, i macchinari venivano prelevati da camion appartenenti a società di autotrasporto legate alla banda, guidati da autisti complici, che le portavano in alcuni porti per essere imbarcate verso la Sicilia, dove sparivano grazie ad uno specifico supporto logistico.
La fase finale consisteva nella denuncia del furto delle macchine, che ormai erano state “esportate” all’estero, soprattutto a Malta, isola facilmente raggiungibile dalla Sicilia e che non richiede controlli doganali. Quindi partiva la richiesta di risarcimento alle assicurazioni per il furto. Secondo i Finanzieri, questa truffa ha permesso all’organizzazione di guadagnare oltre un milione di euro.Leggi tutta la notizia
Fonte: TE TRASPORTO EUROPA












