(ANSA) – ROMA, 31 MAG – ”Sulle infiltrazioni c’e’ un colpevole silenzio. Nei trasporti e nella logistica Cosa Nostra c’e’ e c’e’ da tempo e oggi a rischio non sono solo le imprese, ma anche il sistema di rappresentanza. Ma non vi sono dati, non vi sono prove e non vi sono denunce, se non quelle generiche, fatte se messi alle strette. Perche’ tacere ancora?”. L’allarme e’ stato lanciato da Cinzia Franchini, presidente della Cna-Fita, che ha promosso un incontro su ‘Legalita’, Trasporti e Logistica’.
Sono 59 le aziende del settore confiscate, un comparto appetibile per i clan visto che l’86% del trasporto merci in Italia e’ su gomme. ”Nella logistica e nei trasporti lavorano i tanti piccoli imprenditori, i padroncini devono tenere bassi i prezzi, in piu’ e’ un settore contiguo alla filiera di altre attivita’ illecite”, ha detto Piero Luzzati, presidente della Confetra. Tanti sono i casi che vengono alla luce con le inchieste giudiziarie, come l’accordo tra i clan per il controllo del mercato ortofrutticolo di Fondi, il traffico di immigrati nei porti dell’adriatico; il commissariamento di 6 filiali della Tnt in Lombardia, infiltrate da soggetti ‘ndranghetisti vicini a Giuseppe Flachi e – come ha ricordato Anna Canepa, magistrato della Direzione nazionale antimafia – commissariate per 5 mesi; e ancora le infiltrazioni nella protesta dei Forconi, denunciata a suo tempo dal presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, con la presenza del figlio del boss Giuseppe Ercolano tra gli organizzatori dei blocchi dei tir.
Lo Bello che denuncia come ”ancora oggi questi soggetti hanno una sorta di legittimazione sociali, ci sono organizzazioni di categoria che hanno ancora gli Ercolano, gli Zuccaro, imprese del cartello della non-concorrenza, come iscritti. Credo che prima o poi queste associazioni – ha detto il neo-vicepresidente di Confindustria – debbano rispondere del fatto che tengano dentro gente impresentabile, ancora in attesa che un magistrato li metta in galera”. Leggi tutta la notizia












