Le tensioni geopolitiche stanno ridisegnando gli equilibri del commercio internazionale e modificando le principali rotte della logistica globale. È quanto emerge dal 13° Rapporto Annuale “Italian Maritime Economy 2026”, realizzato da SRM, centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, che analizza l’evoluzione del trasporto marittimo, dei porti e delle infrastrutture logistiche in uno scenario economico sempre più complesso.
Lo studio evidenzia come crisi internazionali, nuove direttrici commerciali e trasformazioni delle catene del valore stiano cambiando il ruolo di porti, logistica e infrastrutture nella competitività dei sistemi economici. Il commercio internazionale continua infatti a crescere, ma secondo nuove dinamiche che impongono maggiore resilienza e una gestione più efficiente della supply chain.
Le nuove rotte del commercio internazionale
Secondo il Rapporto Italian Maritime Economy 2026, il commercio mondiale non sta rallentando, ma si sta riorganizzando. Le tensioni nello Stretto di Hormuz, nel Mar Rosso e nel Canale di Suez, insieme al progressivo riequilibrio degli scambi tra Stati Uniti, Cina e Paesi ASEAN, stanno ridisegnando le rotte globali del trasporto merci.
In questo contesto la sfida non consiste soltanto nel movimentare un numero crescente di merci, ma soprattutto nel creare collegamenti sempre più efficienti tra porti, reti ferroviarie, aree produttive e mercati internazionali, rafforzando la resilienza delle catene di approvvigionamento.
“Mai come oggi il mare rappresenta una chiave di lettura privilegiata per comprendere l’evoluzione dell’economia mondiale. Le rotte marittime, i porti, gli stretti strategici e le infrastrutture logistiche non sono soltanto elementi del sistema dei trasporti: sono i luoghi nei quali si intrecciano commercio internazionale, sicurezza energetica, politica industriale e nuovi equilibri geopolitici.” Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo.
Porti e logistica sempre più strategici
Il settore del trasporto marittimo e della logistica rappresenta un comparto strategico per l’economia italiana. Attraverso il mare transitano infatti le esportazioni delle imprese, gli approvvigionamenti energetici, i flussi turistici e una quota crescente degli investimenti che sostengono la crescita del Paese.
L’efficienza del sistema logistico-portuale diventa quindi un fattore determinante per rafforzare la competitività dell’Italia nei mercati internazionali e valorizzare il ruolo del Mediterraneo come hub dei traffici commerciali.
I principali numeri del Rapporto
Il Rapporto fotografa una crescita del sistema marittimo e logistico italiano e mediterraneo:
- oltre 72 milioni di TEU movimentati dai principali porti container del Mediterraneo nel 2025 (+5,9%);
- 511 milioni di tonnellate di merci movimentate nei porti italiani (+3,5%);
- 1.235,6 miliardi di euro di commercio estero italiano, con 643 miliardi di euro di export, di cui circa un quarto viaggia via mare;
- 304 milioni di tonnellate movimentate nello Short Sea Shipping, che confermano l’Italia leader in Europa;
- oltre 13 miliardi di euro di investimenti programmati per migliorare accessibilità portuale, collegamenti ferroviari, ultimo miglio e digitalizzazione del sistema portuale.
Il Mediterraneo rafforza il proprio ruolo nella logistica globale
Il Rapporto evidenzia come la crescente regionalizzazione degli scambi e la ricerca di filiere produttive più resilienti stiano rafforzando il ruolo del Mediterraneo come piattaforma strategica di collegamento tra Europa, Asia e Africa.
Nonostante le difficoltà che hanno interessato il Canale di Suez, i principali porti dell’area hanno continuato a crescere e le previsioni indicano un aumento del traffico container del 15% entro il 2030, confermando la centralità del bacino mediterraneo nello sviluppo della logistica internazionale.
Italian Maritime Economy 2026: una sfida per la competitività dell’Italia
Per una delle principali economie manifatturiere ed esportatrici d’Europa, la trasformazione in corso rappresenta un’importante opportunità di crescita. Il Rapporto Italian Maritime Economy 2026 evidenzia infatti come il vantaggio competitivo del Paese dipenderà sempre più dalla capacità di integrare porti, infrastrutture ferroviarie, aree industriali e logistica avanzata.
Investimenti, innovazione, digitalizzazione e una visione integrata della supply chain saranno determinanti per trasformare la posizione geografica dell’Italia in un fattore di sviluppo economico e di competitività sui mercati internazionali.
È possibile scaricare la sintesi del Rapporto Italian Maritime Economy 2026 dal sito di SRM.
Fonte: INTESA SAN PAOLO
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