Negli ultimi anni, eventi geopolitici e crisi globali hanno profondamente trasformato il panorama della logistica internazionale. Per le aziende italiane, queste trasformazioni rappresentano una sfida, ma anche un’opportunità per innovare, diversificare e rafforzare la propria posizione sul mercato globale.
Come è cambiata e sta cambiando la logistica delle merci alla luce dei fenomeni geopolitici degli ultimi anni?
Negli ultimi cinque anni, la supply chain ha subito una destabilizzazione simultanea su più fronti. Le emergenze sanitarie hanno alterato profondamente l’equilibrio tra domanda e capacità produttiva, presentando picchi e contrazioni difficilmente prevedibili. Parallelamente, le tensioni geopolitiche e il crescente intervento normativo dei singoli Paesi hanno inciso direttamente sull’operatività, generando nuove barriere, restrizioni e discontinuità. In un contesto in cui il paradigma operativo è in continua evoluzione, la logistica non può più essere gestita con modelli statici, ma deve necessariamente evolvere verso una logica più reattiva e soprattutto flessibile, per potersi adattare rapidamente a scenari in continua evoluzione. Oggi, il vero elemento competitivo non è più solo l’efficienza, ma la resilienza operativa: la capacità di garantire continuità di servizio anche in condizioni di grave instabilità.
Quali ripercussioni ci sono state, ci sono o ci saranno sulle aziende italiane? E sulla vostra?
I dati più recenti mostrano che la logistica è un settore in crescita, ma a quali condizioni? Oggi il settore si trova ad operare con una crescente pressione su tre fronti chiave: pianificazione delle attività, sostenibilità dei margini e garanzia della continuità del servizio. Il settore ha subito, sta subendo e subirà le conseguenze dei fenomeni geopolitici e sta già facendo i conti con la crescita della domanda, con la volatilità dei costi e una maggiore complessità operativa – ne è un indicatore lampante il rincaro dei prezzi del gasolio. Oggi, più che mai, le aziende di trasporto si trovano in balia di decisioni esterne che, su più fronti, rischiano di compromettere la buona riuscita del servizio. Utilizzando una metafora, i trasportatori possono essere paragonati alla torre negli scacchi: un pezzo solido, lineare e strategico, che opera lungo direttrici precise e garantisce il controllo dello spazio, non il più visibile, ma essenziale per la partita: senza trasporto, la supply chain si ferma. Proprio come la torre, il suo valore reale emerge soprattutto nelle fasi più complesse, dove coordinamento e affidabilità diventano fattori decisivi, quindi, nei momenti di instabilità, il trasporto diventa ancora più centrale per garantire continuità operativa.
Cosa si può fare per mitigare i rischi e se possibile prevedere i cambiamenti? Voi cosa state facendo?
In uno scenario così instabile, la previsione in senso tradizionale diventa sempre meno affidabile: non si tratta più di anticipare con precisione cosa accadrà, ma di costruire la capacità di reagire rapidamente al cambiamento. Per questo, la chiave di volta è rappresentata proprio dalle competenze e dal contributo umano. In GI.MA.TRANS stiamo lavorando proprio in questa direzione: investire nella formazione e nello sviluppo delle persone per passare da una logica puramente reattiva a una gestione proattiva dei flussi, dove la pianificazione non è statica, ma continuamente adattata sulla base di ciò che accade sul campo, per poter interpretare e decidere velocemente.
In GI.MA.TRANS lo sviluppo della console “Piano viaggi” proprietaria – attiva dal 2024 – va proprio in questa direzione, è uno strumento che consente di avere una visione aggiornata delle tratte, delle saturazioni e delle priorità operative, andando a supportare tutto il team dell’ufficio traffico nelle decisioni quotidiane. Grazie al numero dei contatori – che si aggiornano in tempo reale – ogni pianificatore ha visibilità completa sull’organizzazione giornaliera della flotta e una maggiore autonomia nella gestione dei mezzi assegnati. Il disponente, visualizzando in tempo reale il numero dei mezzi disponibili e le piattaforme di riferimento, può valutare immediatamente quanti mezzi rendere disponibili per i viaggi del giorno successivo. L’evoluzione di Piano Viaggi si inserisce in un percorso di progressiva digitalizzazione dei processi dell’ufficio traffico, con lo scopo concreto di rendere la pianificazione sempre più strutturata, condivisa e basata sui dati, per supportare attività operative quotidiane e analisi future.
In tutto questo, come cambia il ruolo dei responsabili della logistica?
Oggi i responsabili della logistica si trovano ad operare in un contesto in cui le variabili da gestire sono aumentate esponenzialmente: non si tratta più solo di coordinare flussi, ma di gestire trade-off continui tra costi, tempi, capacità e livelli di servizio. La complessità non è più episodica, ma strutturale, e richiede una rilettura costante del contesto operativo, dove le decisioni devono seguire flussi rapidissimi. Questo cambia profondamente il perimetro del ruolo in questione: il responsabile diventa una figura che deve interpretare segnali deboli, anticipare criticità operative e riprogrammare costantemente la pianificazione. Oggi, il responsabile della logistica diventa sempre più un decision-maker, in grado di integrare strumenti digitali e conoscenza operativa per garantire continuità e adattabilità della supply chain.
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