L’handling fee pacchi da 2 euro rischia di provocare il crollo di almeno il 50% dei traffici merci e di determinare una perdita di oltre 25 milioni di euro per le casse dello Stato. Per questo motivo Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) ha chiesto al Governo di cancellare immediatamente la misura.
È questo il messaggio contenuto nella lettera inviata da Carlo De Ruvo, presidente di Confetra, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, con l’obiettivo di salvaguardare la competitività del comparto logistico nazionale.
Confetra: traffici in fuga verso gli hub logistici europei
Nella comunicazione indirizzata al Ministero, Confetra evidenzia come i dati raccolti nei primi mesi del 2026 dimostrino che la sola introduzione dell’handling fee sui pacchi, successivamente prorogata al 1° luglio 2026, abbia già prodotto uno spostamento significativo delle operazioni di importazione e sdoganamento verso altri Paesi europei.
In particolare, Belgio, Paesi Bassi e Ungheria stanno beneficiando della delocalizzazione delle attività logistiche grazie all’assenza di oneri analoghi applicati in Italia.
“I dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli parlano chiaro e fotografano, nei primi due mesi dell’anno, una perdita di oltre il 50% delle spedizioni”, sottolinea Carlo De Ruvo.
Secondo il presidente di Confetra, il rischio concreto è quello di una progressiva riallocazione dei traffici verso altri hub logistici europei, fenomeno che potrebbe consolidarsi nel tempo e diventare difficilmente reversibile senza un intervento immediato.
Competitività della logistica italiana a rischio
Per Confetra, la permanenza della tassa rappresenta una minaccia diretta alla competitività del sistema logistico italiano.
“La tassa tutta italiana rischia di indebolire strutturalmente il settore dei trasporti e della logistica, riducendo l’attrattività del Paese per le attività di importazione e distribuzione delle merci”, evidenzia la Confederazione.
Le stime sul gettito dell’handling fee
Secondo le elaborazioni di Confetra, il gettito annuo previsto dall’handling fee pacchi ammonta a circa 245 milioni di euro, valore che presuppone l’assoggettamento di circa 122,5 milioni di spedizioni.
La Confederazione ricorda inoltre che, qualora sulle spedizioni venisse applicato il dazio temporaneo unionale di 3 euro per articolo e considerando che il 25% del relativo gettito resta allo Stato membro di importazione, l’Italia potrebbe beneficiare di circa 367,5 milioni di euro annui derivanti dalla sola quota del dazio.
Sommando quest’ultima cifra ai 245 milioni di euro stimati dall’handling fee, il gettito teorico complessivo raggiungerebbe i 612,5 milioni di euro annui, pari a circa 255,2 milioni di euro nel periodo compreso tra luglio e novembre.
Perché la tassa sui pacchi potrebbe ridurre le entrate dello Stato
Secondo Confetra, tale scenario è però irrealistico, poiché i dati raccolti nei primi mesi del 2026 dimostrano che l’applicazione dell’handling fee provoca una perdita di almeno il 50% dei traffici.
Nella lettera al Ministro Giorgetti vengono quindi confrontati due diversi scenari riferiti al periodo luglio-novembre.
Nel primo caso, con il mantenimento della tassa e la conseguente riduzione dei traffici merci, le entrate complessive per lo Stato tra handling fee e quota del dazio europeo scenderebbero a circa 127,6 milioni di euro.
Nel secondo scenario, basato sull’eliminazione della tassa nazionale, verrebbero invece preservati i traffici logistici sul territorio italiano. In questo caso lo Stato rinuncerebbe all’handling fee ma incasserebbe integralmente la quota derivante dal dazio europeo, raggiungendo un gettito pari a 153,1 milioni di euro.
Confetra: abolire l’handling fee conviene anche all’Erario
Secondo i calcoli della Confederazione, la differenza tra i due scenari è netta.
“Mantenere la tassa non produce ricchezza ma costa all’Erario oltre 25 milioni di euro di minore gettito”, afferma Carlo De Ruvo.
Il presidente di Confetra conclude evidenziando quello che definisce un vero e proprio paradosso fiscale: l’handling fee pacchi non aumenterebbe le entrate pubbliche ma, al contrario, le ridurrebbe, danneggiando contemporaneamente le imprese della logistica, il traffico merci nazionale e le casse dello Stato.
Per questo motivo la Confederazione rinnova al Governo la richiesta di cancellare la misura prima della sua entrata in vigore, al fine di tutelare la competitività della logistica italiana e preservare i flussi di importazione e sdoganamento nel Paese.
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