La guerra in Iran e la crescente tensione in Medio Oriente stanno generando forti ripercussioni sul sistema dei trasporti internazionali e sulla logistica globale. In un contesto di estrema incertezza geopolitica, il settore logistico è tra i primi a subire gli effetti economici del conflitto, con un aumento immediato dei costi energetici e delle rotte commerciali.
A lanciare l’allarme è Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, secondo cui l’attuale crisi rischia di trasformarsi rapidamente in una nuova emergenza per il trasporto merci e per l’intera economia europea.
Chiusura dello Stretto di Hormuz e rischio blocco del Canale di Suez
Uno dei fattori più critici legati alla guerra in Iran è la chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi strategici per il commercio mondiale di petrolio e gas. Il blocco della rotta ha già provocato il fermo di diverse navi commerciali e una forte impennata dei prezzi delle materie prime energetiche.
Secondo Conftrasporto, un ulteriore scenario critico potrebbe verificarsi nel caso in cui venissero interrotti nuovamente i transiti nel Canale di Suez, costringendo le navi cargo alla circumnavigazione dell’Africa.
Questo comporterebbe:
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tempi di navigazione più lunghi
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aumento dei consumi di carburante
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crescita dei costi del trasporto marittimo
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rallentamenti nelle catene di approvvigionamento globali
Tutti elementi che aggraverebbero ulteriormente la crisi della logistica internazionale.
Petrolio in aumento e impatto immediato sui trasporti
La guerra in Iran ha già avuto effetti tangibili sui mercati energetici. Dal 2 marzo il prezzo del petrolio è salito di quasi il 17%, passando da circa 72 dollari a oltre 84 dollari al barile.
Questo aumento ha un impatto diretto sul settore dei trasporti e sulla logistica delle imprese, poiché il costo del carburante rappresenta una delle principali voci di spesa per il trasporto merci.
Inoltre, l’Italia risulta particolarmente esposta alla crisi energetica: circa il 30% del GNL importato proviene dal Qatar e dall’area del Medio Oriente. Ogni escalation geopolitica nella regione si traduce quindi in un aggravio immediato dei costi per le imprese italiane.
Conftrasporto: sospendere l’ETS per il trasporto
Di fronte alla crescente emergenza logistica legata alla guerra in Iran, Conftrasporto chiede un intervento rapido da parte delle istituzioni europee e del Governo italiano.
Secondo l’associazione, l’Europa deve reagire in modo compatto per evitare che la crisi energetica e commerciale si ripercuota su imprese e cittadini. Alcuni Paesi europei, come la Spagna, hanno già adottato misure per contenere l’aumento dei prezzi.
Tra le richieste principali avanzate da Conftrasporto c’è la sospensione immediata dell’ETS per il trasporto, oltre a misure straordinarie di sostegno per il sistema logistico e per le imprese della filiera.
Il rischio per economia, imprese e consumatori
Se la crisi legata alla guerra in Iran dovesse prolungarsi, il rischio è quello di un vero e proprio effetto domino su tutta l’economia reale.
L’aumento dei costi di trasporto e della logistica potrebbe infatti tradursi in:
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rincari dei prodotti per i consumatori
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aumento dei costi per le imprese
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rallentamento delle catene di approvvigionamento
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perdita di competitività per il sistema produttivo europeo
Per questo motivo Conftrasporto sottolinea l’urgenza di interventi immediati per evitare che il costo del conflitto ricada interamente sulla filiera produttiva e sui cittadini.
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