La decisione più contestata dei tre anni di lavoro del Governo intorno ai temi del trasporto merci è senza alcun dubbio quella sui costi della sicurezza per l’autotrasporto. All’ ex sottosegretario Bartolomeo Giachino, presidente della Consulta dell’Autotrasporto e della Logistica, incarico da lui conservato, abbiamo chiesto di spiegarci i motivi per i quali è stato preso il provvedimento e perchè non condivida i dati pubblicati da ‘Il Sole 24 Ore’ su questo specifico tema.
‘L’autotrasporto italiano – ricorda Giachino – è l’autotrasporto più difficile da gestire in Europa. La difficoltà è aumentata negli ultimi anni. La crisi economica si è scaricata sull’ autotrasporto più frazionato d’Europa (il triplo di aziende rispetto a Francia e Germania) e quindi più debole . Inoltre l’Italia ha una dotazione infrastrutturale e autostradale minore rispetto a Francia, Germania e Spagna, e quindi vi è una maggiore congestione del traffico, e poi l’efficienza logistica del Paese è inferiore rispetto a quella degli altri Paesi (tempi attesa al carico e allo scarico, eccetera).
L’autotrasporto, reso debolissimo sul mercato o nel mercato da queste situazioni – spiega Giachino – ha come unica ‘ancora di salvezza’ il Governo, un interlocutore con cui gioca l’arma dell’eventuale blocco dei Tir. A confermare la debolezza dell’autotrasporto italiano c’è la dichiarazione di Eleuterio Arcese secondo il quale in Germania, senza aiuti pubblici, si guadagna mentre in Italia, malgrado gli aiuti pubblici, si fa fatica a chiudere i bilanci in pareggio. Non a caso in 40 anni tanti diversi Governi hanno concesso le tariffe a forcella (1974), la tariffa antidumping (Prodi 2007), i costi della sicurezza (2010). Nel bel mezzo di questo lungo percorso, nel 2005, è anche arrivata la liberalizzazione che non essendo stata subito regolata (la colpa maggiore del Governo Prodi) ha prodotto una concorrenza al ribasso che alla fine del 2007 è sfociata nel fermo dei Tir che blocc? il Paese per tre giorni e costrinse il Governo Prodi a concedere la tariffa antidumping.
Abbiamo gestito questi 3 anni di crisi senza far ricadere sulla nostra economia le proteste dell’autotrasporto che negli altri Paesi europei hanno portato ad una o più giornate di blocco dei tir. Pensiamo cosa sarebbe successo da noi con iniziative simili.
I costi della sicurezza previsti dalla Legge 127 del 2010 dovrebbero essere individuati negli accordi di settore dove le specificità del comparto dovrebbero essere definite tra le parti e solo tra le parti. La contrarietà di una parte della committenza a concludere gli accordi di settore nei 10 mesi previsti dalla legge 127, ha portato, dopo un confronto durato 7 mesi, alle determinazioni dell’Osservatorio.
Anche queste determinazioni apprezzate da qualcuno, vedi i corrieri, e osteggiate da altri, vedi Confindustria, possono essere declinate negli accordi di settore come si sta cercando di fare nella grande distribuzione, nel trasporto containers, eccetera.
In ogni caso al momento della determinazione, su mia proposta – precisa l’ex sottosegretario – l’Osservatorio si è impegnato a rivedere e sistemare entro il 15 Dicembre le incongruenze evidenziate dalle associazioni e dagli operatori: dalla eliminazione della cosiddetta ‘gobba’ alla possibilità di utilizzare il metodo della interpolazione lineare. Non a caso l’Osservatorio nella sua ultima riunione ha iniziato a lavorare su tali questioni. I dati recentemente pubblicati da ‘Il Sole 24 Ore’ appaiono a tutti i tecnici che sono stati interpellati palesemente gonfiati. A questi dati è facile controbattere usando le parole delle aziende di autotrasporto che aderiscono alla Anita (Confindustria) che nei giorno scorsi hanno chiesto alla committenza di riconoscere maggiori costi di trasporto.
La strada maestra è quella di portare avanti l’attuazione del Piano Nazionale della logistica che puntando a tagliare l’inefficienza logistica del nostro Paese di 10 punti l’anno per consentire ai nostri porti e aeroporti di attrarre quote maggiori del trasporto merci destinato all’Europa e dare così una spinta alla crescita economica del nostro Paese con l’aumento della domanda di lavoro trasportistico e logistico?.
Presidente Bartolomeo Giachino
Fonte: MESSAGGERO MARITTIMO
