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Gasolio e benzina autotrasportatori italiani verso la Slovenia TRANSPORTONLINE

Gasolio e benzina: autotrasportatori italiani verso la Slovenia

Prezzi carburanti più bassi oltre confine spingono camion italiani a fare rifornimento in Slovenia. Differenze fiscali e accise regolano il mercato.

Sempre più autotrasportatori italiani attraversano il confine con la Slovenia per fare rifornimento di gasolio e benzina, approfittando di prezzi più bassi rispetto all’Italia.

Secondo Paolo Uggè, presidente di FAI – Federazione Autotrasportatori Italiani, oggi il gasolio in Slovenia costa circa 1,528 euro al litro, regolato fino al 23 marzo, mentre in Italia (Nord-Est / Friuli Venezia Giulia) il prezzo medio self-service è di 2,03 euro al litro. La differenza, fino a 50 centesimi al litro, rende conveniente il rifornimento oltre confine, specialmente per i mezzi pesanti che consumano 600-800 litri per viaggio.

Prezzi regolati e tassazione differente

Il motivo principale dei prezzi più bassi in Slovenia è una combinazione di tassazione più contenuta e intervento statale diretto.

  • In Italia il prezzo del gasolio include accise e IVA elevate.

  • In Slovenia, il governo ha ridotto le accise e aggiorna i prezzi ogni due settimane, con margini distributori limitati.

Questo meccanismo riduce le oscillazioni di mercato e mantiene prezzi competitivi, favorendo il traffico internazionale di autotrasporto.

Impatto su imprese e gettito fiscale

La differenza di prezzo genera risparmi significativi per i camionisti, ma comporta anche minori entrate fiscali per lo Stato italiano, riducendo IVA e accise. Questa situazione si somma al problema del caro carburanti, aggravato da eventi internazionali come la crisi in Iran e la parziale chiusura dello Stretto di Hormuz.

Dal 2001, le imprese di trasporto merci possono recuperare parte delle accise sul gasolio tramite compensazione fiscale, fino a 2,21 centesimi al litro, per allineare i costi italiani alla media europea.

Secondo Paolo Uggè, l’introduzione dell’accisa mobile rischia di penalizzare le aziende che hanno rinnovato le flotte Euro 5 ed Euro 6, mentre mezzi più vecchi resterebbero relativamente avvantaggiati.

Proposte al Ministro Urso

Le associazioni del settore hanno avanzato alcune proposte al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso:

  • Aggiornare i costi minimi della sicurezza nel trasporto merci secondo D.Lgs. 286/2005

  • Introdurre un credito d’imposta per compensare l’aumento dei prezzi di gasolio e benzina

  • Gestire il mercato extra-rete per evitare di dirottare carburante dalle cisterne private alla rete tradizionale

Queste misure mirano a proteggere le imprese di autotrasporto, garantire la sicurezza e tutelare la competitività delle flotte più moderne.

Fonte: CORRIERE DELLA SERA

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