La logistica e il settore del trasporto merci stanno affrontando una fase di forte instabilità legata alla combinazione di tensioni geopolitiche, volatilità energetica e squilibri nella supply chain globale.
Il Brent si mantiene sopra i 105 dollari al barile, nonostante l’estensione della tregua USA–Iran, mentre i prezzi del diesel mostrano una fase di stabilizzazione dopo settimane di forte volatilità.
Petrolio e diesel: mercati ancora instabili
Il Brent registra un aumento di circa il 17% su base settimanale, mentre il WTI si attesta vicino ai 96 dollari al barile.
Nel frattempo, il traffico nello Stretto di Hormuz resta ridotto del 15–18%, con circa 600 navi ferme nell’area, incluse 325 petroliere. Questo fattore continua a incidere direttamente sui costi della logistica e del trasporto su strada attraverso l’effetto carburanti.
Europa: diesel in calo ma pressione sui costi resta alta
Nel mercato europeo il prezzo medio del diesel si attesta a 1,977 €/litro, in lieve calo settimanale, ma con una fase di stabilizzazione dopo il recente rialzo del Brent oltre i 100 dollari.
La forbice dei prezzi tra Paesi UE resta ampia, con differenze superiori a 0,50 €/litro, creando squilibri competitivi per le imprese di autotrasporto internazionale.
Misure fiscali in Europa e Nord America
Diversi governi stanno intervenendo con politiche fiscali per contenere l’impatto dei carburanti:
- Germania: taglio accisa diesel di 14,04 cent/litro
- Svezia: riduzione tassa energia diesel fino a settembre
- Canada: sospensione accise con pacchetto da 2,4 miliardi CAD
- UK: proroga taglio accisa fino ad agosto
In parallelo, alcuni Paesi stanno rivedendo al rialzo la tassazione o eliminando misure di supporto, segnale di una fase ancora altamente instabile per il settore.
Impatto diretto sulla logistica e sul trasporto su strada
Per gli operatori della logistica, la combinazione di:
- carburante volatile
- differenziali fiscali tra Paesi
- costi energetici elevati
- supply chain instabile
sta generando un contesto operativo complesso e non prevedibile.
Il diesel resta il principale driver di costo, con impatti diretti sul Total Cost of Ownership (TCO) delle flotte e sulla redditività del trasporto su strada.
AdBlue e supply chain energetica: rischio secondario ma critico
Oltre al diesel, cresce la pressione sul mercato dell’AdBlue, con aumenti medi del 20% in alcune aree europee.
Sebbene rappresenti meno dell’1% del costo operativo totale, eventuali carenze avrebbero un impatto critico sulla continuità operativa delle flotte diesel moderne.
Mercati extra UE: forti distorsioni nei prezzi carburante
Fuori dall’Europa si registrano dinamiche ancora più estreme:
- USA: diesel +41% rispetto a febbraio
- Brasile: +23% con tensioni locali
- Cina: +28% e restrizioni export
- Turchia: +19% in valuta locale
- Messico: aumento progressivo nonostante sussidi
Questi squilibri evidenziano una frammentazione crescente del mercato energetico globale.
Gas naturale e rischio energetico europeo
Il TTF olandese resta volatile, sopra i 44 €/MWh, con picchi recenti oltre i 46 €/MWh.
Le scorte europee di gas si attestano al 31%, livello tra i più bassi degli ultimi anni, aumentando il rischio di pressione sui costi energetici nella prossima stagione.
Impatto sulla logistica e sul trasporto su strada
Per il settore del trasporto merci su strada, il quadro attuale si traduce in:
- aumento strutturale dei costi carburante
- volatilità dei margini operativi
- maggiore pressione contrattuale tra committenti e operatori
- necessità di adeguamento dinamico dei prezzi di trasporto
La gestione del rischio carburante diventa quindi un elemento centrale nelle strategie di logistica e autotrasporto europeo.
Fonte: IRU












