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Trasportounito: la lunga agonia dell’autotrasporto

è un’affermazione inappellabile: “L’autotrasporto italiano è morto”. Purtroppo chi lo afferma è anche la fonte più credibile, perché Franco Pensiero, oltreché trasportatore, è presidente di Trasportounito, l’associazione nata per difendere le primarie necessità dell’autotrasporto professionale, «la situazione infatti non è drammatica, è disperata; siamo inascoltati da anni da Governo e Parlamento. Non sono bastati i dati dell’ultimo anno che ci hanno lasciato 5000 imprese chiuse, 2200 già in procedura fallimentare, 80000 dipendenti a rischio disoccupazione, il 70% delle imprese con un monte debito che condurrà inevitabilmente al fallimento e il 21% dei traffici ormai “conquistati” da aziende dell’est europeo, che beneficiano di costi fuori controllo».
I dati parlano da soli: 32.000 mezzi pesanti viaggiano in Italia senza copertura assicurativa Rca, 12.000 mezzi industriali sono custoditi in depositi giudiziari, 18.000 i veicoli abbandonati dalle aziende cannibalizzati per recuperare pezzi di ricambio; in definitiva: il 27% dei veicoli pesanti non è in regola, il 14% viaggia senza alcun rispetto dei tempi di guida e di sosta, il 7% non è in regola con le revisioni, il 5% viaggia in sovraccarico, una media di 2 Tir al giorno finisce fuori controllo o si ribalta. Per Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, è scaduto il tempo anche per interventi normativi che consentano di arginare la crisi di un settore che in Italia garantisce più dell’85% dei trasporti di merce, ma che, scavalcato da imprese estere autorizzate a operare sottocosto sul territorio italiano, è subissato dai debiti (più di 31.000 euro per mezzo pesante in circolazione in Italia) e sopravvive solo ai margini della legalità; sarà quindi inevitabile il ricorso a misure estreme di protesta, a partire dall’imminente fermo dei mezzi in Sicilia e In Sardegna e dall’assedio di Roma attraverso il blocco a tempo indeterminato del Raccordo anulare: «porteremo 10.000 automezzi sulla tangenziale e li faremo girare fino a quando avranno gasolio». Queste le cifre ed i provvedimenti presentati da Trasportounito nel corso della conferenza stampa svoltasi a Genova lo scorso 16 aprile, dove i vertici dell’associazione hanno evidenziato che la risposta più importante e coraggiosa per salvare l’autotrasporto italiano è l’uscita dall’Europa, che con una liberalizzazione a tavolino, ha creato i presupposti per il tracollo in atto.Leggi tutta la notizia

Fonte: TRASPORTI WEB

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