Con riferimento al periodo 2026-2028, torna centrale per le imprese di autotrasporto e logistica il tema del credito d’imposta ZES Unica, in particolare per le aziende che dispongono di depositi, magazzini e hub logistici nel Mezzogiorno.
La misura rappresenta uno strumento di sostegno agli investimenti produttivi nelle Zone Economiche Speciali, con un impatto potenzialmente rilevante per la competitività delle imprese operative nel Sud Italia.
Il quadro normativo di riferimento
Il contesto normativo di riferimento è stato recentemente aggiornato con il Decreto Legge n. 84/2025, che ha riscritto la disciplina del reverse charge IVA per appalti e subappalti, includendo anche il settore della logistica e del trasporto merci.
Il meccanismo dell’inversione contabile trasferisce sul committente l’obbligo di versamento dell’IVA, riducendo il rischio di omesso versamento da parte del prestatore del servizio.
Questa previsione si inserisce in un più ampio disegno volto a contrastare i fenomeni di elusione e frode IVA, storicamente presenti nel comparto della logistica e dell’autotrasporto e oggetto di attenzione da parte dell’autorità giudiziaria e dell’amministrazione finanziaria.
Investimenti agevolabili nella ZES Unica
Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 3882 del 30 gennaio 2026, sono stati approvati i modelli di comunicazione necessari per la fruizione, in compensazione, del credito d’imposta ZES Unica relativo agli investimenti effettuati negli anni 2026, 2027 e 2028.
La misura è prevista dall’articolo 1, comma 440, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, e riguarda gli investimenti realizzati all’interno della ZES Unica per il Mezzogiorno, con particolare interesse per le imprese che operano nel settore del trasporto merci, della logistica integrata e della gestione di infrastrutture operative.
Implicazioni per logistica e trasporto merci
Per le imprese di autotrasporto, la possibilità di accedere al credito d’imposta rappresenta un’opportunità concreta per sostenere investimenti in strutture logistiche, magazzini, piattaforme di smistamento e hub operativi, rafforzando la presenza territoriale nel Mezzogiorno e migliorando l’efficienza della supply chain.
In un contesto caratterizzato da crescenti costi operativi e da una pressione normativa sempre più elevata, il credito d’imposta ZES Unica può costituire una leva strategica per favorire la modernizzazione delle infrastrutture logistiche e la stabilità finanziaria delle imprese del settore.
Attenzione agli adempimenti e alle procedure
L’accesso al beneficio richiede una corretta gestione degli adempimenti amministrativi, a partire dalla presentazione delle comunicazioni approvate dall’Agenzia delle Entrate, e una valutazione puntuale della coerenza degli investimenti con i requisiti previsti dalla normativa ZES.
Per le imprese di autotrasporto e logistica operanti nel Mezzogiorno, risulta quindi fondamentale monitorare attentamente l’evoluzione delle disposizioni applicative e pianificare gli investimenti in modo coerente con il quadro agevolativo.
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