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Autotrasporto: aumentano i costi tra pedaggi e gasolio

Nel 2026 rincari su carburanti e autostrade pesano soprattutto sulle piccole imprese

L’inizio del 2026 si apre con un nuovo incremento dei costi fissi per il settore dell’autotrasporto, legato in particolare all’aumento dei pedaggi autostradali, cresciuti in media di circa l’1,5%, e al rincaro del gasolio per autotrazione, che registra un +3,6% rispetto ai livelli di fine 2025.

Si tratta di aumenti che incidono direttamente sui costi operativi delle imprese di trasporto su strada, in un contesto già caratterizzato da margini ridotti e da una forte pressione sui bilanci aziendali.

L’impatto sui piccoli operatori del trasporto merci

Secondo l’analisi diffusa dall’CGIA, l’impatto di questi rincari rischia di essere particolarmente pesante per le piccole imprese di autotrasporto, che non possono beneficiare né dei rimborsi sui pedaggi né dei crediti d’imposta destinati a compensare l’aumento delle accise sui carburanti.

Questa asimmetria negli strumenti di compensazione contribuisce ad accentuare le difficoltà delle realtà di dimensioni più contenute, che rappresentano una parte significativa del tessuto imprenditoriale del settore.

Più costi per ogni mezzo pesante

La CGIA evidenzia come ogni mezzo pesante impiegato nelle attività di autotrasporto di piccola scala possa subire un aumento medio annuo di circa 2.000 euro per il solo acquisto del carburante rispetto ai livelli registrati al 31 dicembre scorso. Un aggravio che si somma agli altri costi di esercizio e che rischia di comprimere ulteriormente la redditività delle imprese.

Calo strutturale delle imprese di autotrasporto in Italia

L’aumento dei costi si inserisce in un quadro strutturale già complesso. Negli ultimi dieci anni, lo stock complessivo delle imprese attive di autotrasporto in Italia si è ridotto di 19.241 unità. Nel 2015 le imprese erano 86.590, mentre nel 2025 sono scese a 67.349, con una contrazione complessiva del 22,2%.

A livello regionale, le situazioni più critiche si registrano in Valle d’Aosta, Marche, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Sardegna, tutte caratterizzate da riduzioni superiori al 30%. In controtendenza si colloca il Trentino Alto Adige, unica regione con un saldo positivo, pari a un incremento del 12,1%.

Distribuzione territoriale delle imprese di autotrasporto

Nel 2025, la provincia con il maggior numero di imprese di autotrasporto risulta Napoli, con 3.984 attività. Seguono Milano con 3.102 imprese, Roma con 2.854, Torino con 2.153 e Salerno con 1.724. In queste cinque province si concentra oltre il 20% del totale delle imprese di autotrasporto attive in Italia, che complessivamente ammontano a 67.349 unità.

Fonte: Ansa

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