Secondo uno studio del Centro Studi di Confindustria, l’impatto economico sulla Valle d’Aosta derivante dalla chiusura del traforo del Monte Bianco per i lavori di rifacimento della volta potrebbe oscillare tra 7,8 e 11,1 miliardi di euro.
La ricerca, intitolata “L’impatto della chiusura del Traforo del Monte Bianco sull’economia della Valle d’Aosta”, analizza due scenari alternativi di sospensione del traffico.
Due scenari di chiusura: 5 mesi l’anno o 5 anni consecutivi
Nel primo scenario si ipotizza una chiusura di cinque mesi all’anno per un periodo di trent’anni. In questo caso, l’impatto economico cumulato al 2054 sarebbe pari a circa il -6,1% del Pil regionale in termini reali. Ciò si tradurrebbe in circa 333 milioni di euro di Pil reale in meno nel 2054 rispetto allo scenario base e in una perdita media annua di 262 milioni di euro tra il 2025 e il 2054. La perdita cumulata stimata sarebbe pari al 6,3% del Pil, ovvero circa 7,8 miliardi di euro.
Il secondo scenario considera invece una chiusura totale per cinque anni consecutivi. In questo caso le conseguenze sarebbero più pesanti soprattutto nei primi anni. L’impatto cumulato al 2054 sarebbe stimato in -8,8% del Pil regionale in termini reali, con circa 483 milioni di euro annui in meno nel 2054 e una media di 371 milioni di euro in meno all’anno tra il 2025 e il 2054. La perdita cumulata arriverebbe al 9,2% del Pil, pari a 11,1 miliardi di euro.
Effetti su export, turismo e scambi con la Francia
Secondo il Centro Studi di Confindustria, una prolungata chiusura del Traforo del Monte Bianco determinerebbe effetti negativi per l’economia regionale a causa del mancato export, della riduzione dei flussi turistici e della minore disponibilità di merci provenienti dalla Francia.
Pur esistendo strade alternative per valicare le Alpi, queste non sono strutturate per garantire un collegamento diretto tra la Valle d’Aosta e la Francia. Di conseguenza, in caso di chiusura del traforo, i tragitti per merci e persone diventerebbero più lunghi e più costosi, con ricadute dirette sulla competitività del territorio.
Fonte: Ansa












