La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica, aperta fino al 10 giugno 2026, per chiarire alcuni aspetti della metodologia di calcolo delle emissioni del Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism) e definire le regole del regime definitivo del meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere.
Le indicazioni raccolte confluiranno in una serie di atti di esecuzione che disciplineranno il funzionamento definitivo del Cbam, uno degli strumenti chiave della strategia UE per la decarbonizzazione e la tutela della competitività industriale europea.
Cbam: focus sul calcolo delle emissioni incorporate
Uno dei punti centrali della revisione riguarda il calcolo delle emissioni incorporate dirette.
La Commissione europea punta infatti a rendere più chiara e uniforme la metodologia applicata agli importatori che devono dichiarare le emissioni reali generate durante i processi industriali nei Paesi extra UE.
Attualmente le emissioni indirette rientrano nel campo di applicazione del Cbam soltanto nei settori del cemento e dei fertilizzanti.
Bruxelles dovrà ora definire valori standard adeguati per garantire l’integrità ambientale del sistema ed evitare il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio verso Paesi con normative climatiche meno restrittive.
Quote Ets e Cbam: stop graduale alle assegnazioni gratuite
Un secondo atto di esecuzione riguarderà invece l’assegnazione gratuita delle quote nell’ambito del sistema Ets (Emission Trading System).
Le quote gratuite, introdotte negli anni per limitare il rischio di delocalizzazione delle emissioni di carbonio, saranno progressivamente eliminate tra il 2026 e il 2034 nei settori coperti dal Cbam.
Il nuovo regolamento definirà le modalità di calcolo dello sconto applicabile agli obblighi Cbam, tenendo conto delle quote Ets ancora assegnate gratuitamente ai produttori europei.
Secondo Bruxelles, uno degli aspetti più complessi riguarda lo sviluppo dei nuovi benchmark Cbam, derivati dai parametri di riferimento già utilizzati nel sistema Ets europeo.
Prezzo del carbonio nei Paesi terzi: nuove regole UE
Con un terzo atto di esecuzione, la Commissione europea disciplinerà anche le modalità di conversione del prezzo del carbonio pagato nei Paesi terzi in certificati Cbam.
Gli importatori europei potranno infatti chiedere una riduzione del numero di certificati Cbam da restituire, dimostrando di avere già sostenuto un costo per le emissioni nel Paese d’origine delle merci importate.
L’obiettivo dell’Unione Europea è creare un sistema più uniforme, trasparente e coerente con le politiche climatiche europee e con gli obiettivi di riduzione delle emissioni.
Cbam: impatti per logistica, industria e commercio internazionale
L’evoluzione del meccanismo Cbam avrà effetti diretti su industria, logistica, trasporto internazionale e commercio estero.
Le aziende importatrici dovranno infatti adeguarsi a nuovi obblighi di rendicontazione delle emissioni, mentre i settori energivori e le filiere internazionali saranno chiamati a monitorare con maggiore attenzione i costi legati alla carbon footprint delle merci.
Fonte: ANSA












