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Le associazioni europee del trasporto chiedono che gli aiuti di Stato per i progetti TEN-T, una volta autorizzati, non vengano messi in discussione

Documento congiunto inviato alla Commissione Europea da ASECAP, IRU, ESPO, EFIP, CER e EIM

Le associazioni europee dei porti marittimi e fluviali delle società ferroviarie e dei gestori di infrastrutture ferroviarie, dei concessionari autostradali e degli autotrasportatori hanno inviato un documento congiunto alla Commissione Europea sul tema degli aiuti di Stato per la realizzazione dei progetti delle infrastrutture transeuropee di trasporto TEN-T chiedendo lo snellimento delle procedure svolte dalla stessa Commissione per autorizzare o meno i finanziamenti necessari per attuare i progetti. L’obiettivo è di garantire che la compatibilità di tutti gli elementi del finanziamento di un progetto con la legislazione europea possa essere valutata nel corso della procedura generale di istanza TEN-T.
L’Association Européenne des Concessionnaires d’Autoroutes et d’ouvrages à Péage (ASECAP), l’International Road Transport Union (IRU), l’European Sea Ports Organisation (ESPO), l’European Federation of Inland Ports (EFIP), la Community of European Railway and Infrastructure Companies (CER) e l’European Rail Infrastructure Managers (EIM) hanno spiegato che una positiva decisione circa il finanziamento di un progetto TEN-T dovrebbe far sì che l’utilizzo di aiuti di Stato non venga successivamente posto in discussione.
Nel documento inviato alla Commissione Europea, ASECAP, IRU, ESPO, EFIP, CER e EIM hanno ricordato che «i progetti TEN-T in genere beneficiano di finanziamenti UE con un tasso massimo di cofinanziamento pari a circa il 20-30%. La quota restante del finanziamento del progetto deve essere coperta con altri mezzi. Questi – hanno rilevato – sono spesso costituiti da risorse pubbliche. La valutazione dei finanziamenti comunitari e dei finanziamenti nazionali è portata avanti in diversi modi. Mentre la Commissione Europea ritiene i finanziamenti UE pienamente compatibili con il Trattato – hanno osservato ASECAP, IRU, ESPO, EFIP, CER e EIM – il finanziamento nazionale può essere considerato un aiuto di Stato che deve essere notificato separatamente alla Commissione e che può essere potenzialmente incompatibile con il Trattato. Questo approccio – hanno denunciato le sei associazioni – crea una notevole incertezza giuridica per gli investitori, così come il doppio onere amministrativo dell’istanza TEN- T e della notifica dell’aiuto di Stato, che può determinare significativi ritardi di un progetto».
ASECAP, IRU, ESPO, EFIP, CER e EIM hanno chiesto pertanto una migliore razionalizzazione delle procedure interne alla Commissione Europea «in modo tale – hanno spiegato – da garantire che la compatibilità con il diritto UE di tutti gli elementi del finanziamento di un progetto possa essere valutata durante la procedura generale di istanza TEN-T. Una positiva decisione circa il finanziamento di un progetto TEN-T – hanno concluso le sei associazioni – dovrebbe comportare la certezza giuridica che l’eventuale utilizzo degli aiuti di Stato per lo stesso progetto non venga messo in discussione con troppa facilità in una fase successiva».

Fonte: INFORMARE

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