Cosa si può e si deve fare per attrarre, ma soprattutto per trattenere le risorse umane nel settore dei trasporti e della logistica? Voi, in particolare, cosa state facendo?
Il tema è strutturale: ricambio generazionale e invecchiamento della popolazione attiva sono tendenze che impattano la logistica in modo profondo. La prima risposta, penso che debba essere collettiva: restituire al settore la reputazione che merita. La logistica agroalimentare è complessa e strategica: muove il cibo, garantisce la catena del freddo, sostiene la distribuzione quotidiana. Un ruolo sociale essenziale che troppo spesso i candidati non percepiscono come tale.
In STEF la nostra risposta è radicata nel piano strategico: “People Care” è uno dei cinque pilastri su cui costruiamo il nostro sviluppo. Partiamo dall’ascolto, ogni due anni conduciamo una survey di clima su tutta la popolazione aziendale, i cui risultati alimentano piani d’azione concreti, centrali e per singola filiale. Agiamo su work-life balance, qualità degli ambienti e mobilità interna, che nella nostra esperienza è uno dei driver di retention più efficaci. Sul fronte employer branding, lo Stef Graduate Program offre ai giovani talenti un percorso biennale con rotazione su più funzioni e responsabilità crescenti, con l’obiettivo di un ruolo di middle management al termine. Non un tirocinio: un investimento su chi entra per restare.
Come tutelare i lavoratori ed i fornitori, ma anche le aziende committenti?
Sempre nell’ambito di “People Care”, noi di STEF portiamo avanti “Keep it safe”, un programma dedicato alla cultura della sicurezza sul lavoro. Il nostro obiettivo non è la sola compliance normativa, ma costruire una cultura condivisa sulla prevenzione, concreta e quotidiana. L’elemento che riteniamo più distintivo è l’approccio esteso a tutta la filiera: il programma coinvolge sia personale diretto che indiretto, perché in logistica la catena è lunga e la sicurezza non si ferma al cancello del nostro sito. Presidiare la prevenzione lungo l’intera supply chain significa tutelare le persone e garantire affidabilità alle aziende committenti. Siamo convinti che sicurezza e competitività si rafforzino a vicenda.
Quali ruoli e competenze sono e sempre più saranno indispensabili in questo settore?
Digitalizzazione, sostenibilità e nuovi modelli di consumo stanno ridisegnando profili e processi. La capacità di leggere e interpretare i dati diventa, nel nostro settore, una competenza trasversale necessaria non solo in pianificazione ma anche per figure operative che interagiscono con sistemi avanzati. Ma la competenza che consideriamo più decisiva resta l’adattabilità: problem solving, apprendimento continuo, resilienza al cambiamento. Pensiamo che il valore di una persona non si misuri solo su ciò che sa fare oggi, ma sulla velocità con cui impara ciò che servirà domani
Quale tipo di formazione serve? Come stanno cambiando i vostri programmi di formazione del personale? Cosa chiedete ai vostri partner e collaboratori?
In STEF Italia contiamo circa 2.000 dipendenti, con una popolazione eterogenea per età, nazionalità e mansione. La nostra risposta è un’offerta formativa modulare e personalizzata, costruita sulle persone ed è ciò che chiediamo anche ai nostri partner: condividere questa visione. Stiamo lavorando su due assi: sul fronte trasversale, introduciamo moduli su multiculturalità, consapevolezza di ruolo e parità di genere, per costruire ambienti più inclusivi in un settore storicamente a prevalenza maschile. Sul fronte tecnico, investiamo su Agile Business Process Management, Business Process Automation e intelligenza artificiale applicata alla logistica. Il nostro obiettivo è uno solo: far crescere insieme persone e business, anticipando il cambiamento anziché rincorrerlo, nel rispetto dei valori che ci contraddistinguono quali entusiasmo, rispetto, rigore e perfomance.
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