La carenza personale nella logistica rappresenta oggi una delle principali sfide per la competitività del settore. In Italia mancano circa 60mila figure professionali, una criticità strutturale evidenziata dalle analisi dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano.
Il fenomeno si inserisce in un contesto internazionale complesso: secondo il MHI Annual Industry Report, il 90% delle organizzazioni della supply chain dichiara di subire gli effetti negativi della carenza di manodopera.
Parallelamente, la logistica sta attraversando una profonda trasformazione: da semplice attività di movimentazione merci è diventata una leva strategica per la competitività delle imprese, grazie alla digitalizzazione, alla condivisione dei dati e all’introduzione di sistemi avanzati basati sull’intelligenza artificiale.
La logistica italiana cresce ma cerca nuove competenze
Il settore italiano della logistica conto terzi continua a crescere. Nel 2009 il comparto contava 114.500 aziende con un fatturato complessivo di 71,2 miliardi di euro; nel 2026 sono quasi 78.000 imprese a generare 111,2 miliardi di euro di fatturato.
Nello stesso periodo, il peso della logistica conto terzi sul mercato è aumentato dal 36,4% al 43,3%, sostenuto dalla crescita delle piattaforme digitali, dai sistemi di ottimizzazione della produttività e dagli strumenti per la simulazione degli scenari operativi.
La crescita del settore rende però ancora più evidente il bisogno di personale qualificato e di nuove competenze in grado di accompagnare l’evoluzione tecnologica della supply chain.
Carenza di personale logistico: una sfida per la supply chain
La difficoltà nel reperire lavoratori qualificati riguarda l’intera filiera logistica, dai magazzini al trasporto, fino ai ruoli legati alla gestione dei dati e dei processi digitali.
La trasformazione del settore richiede infatti figure professionali capaci di integrare competenze operative e conoscenze tecnologiche.
Secondo il MHI Annual Industry Report, la mancanza di personale rappresenta una delle principali criticità per le aziende della supply chain a livello globale, rendendo necessario un nuovo approccio alla gestione delle risorse umane.
L’intelligenza artificiale come supporto al capitale umano
L’intelligenza artificiale emerge come uno degli strumenti più importanti per affrontare la carenza personale nella logistica, non come sostituto del lavoro umano ma come tecnologia in grado di aumentare capacità e produttività.
“L’intelligenza artificiale non deve essere vista come una tecnologia che sostituisce l’uomo, ma come un moltiplicatore di valore che permette al nostro capitale umano di liberarsi dalle mansioni più ripetitive per concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto”, ha dichiarato Andrea Franceschelli, Vice Presidente e Direttore Generale di Due Torri Spa.
Il tema è stato al centro di INNOVALAB 2026, evento organizzato da Due Torri presso l’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, che ha riunito oltre 100 partecipanti provenienti da 70 aziende appartenenti a diversi settori.
AI e logistica: cresce il modello “human in the loop”
Secondo HR Trends 2025 di Randstad, il 62% dei responsabili HR e il 65% dei lavoratori riconoscono un impatto positivo dell’intelligenza artificiale nella riduzione delle attività ripetitive e dei carichi di lavoro.
Anche il settore logistico sta accelerando sull’adozione dell’AI: secondo il MHI Annual Industry Report, il 53% delle organizzazioni ha già superato la fase sperimentale implementando soluzioni di intelligenza artificiale su larga scala, mentre il 48% dei leader globali considera l’AI un fattore di trasformazione radicale.
Le aziende che hanno introdotto sistemi basati sull’intelligenza artificiale hanno raggiunto un livello medio di soddisfazione pari a 7,7 su 10 per aspetti come servizio, costi e sostenibilità.
La sfida principale sarà però il modello di applicazione: dalla semplice automazione sostitutiva si passa a un approccio “human in the loop”, dove tecnologia e persone collaborano per migliorare le prestazioni.
Nei prossimi tre anni, il livello di adozione dell’AI nella logistica da parte dei committenti dovrebbe raggiungere il 44%, contribuendo a potenziare di circa un quarto (+24%) le capacità dei lavoratori.
Costi e redditività: il difficile equilibrio della logistica
La crescita della logistica conto terzi si confronta anche con un contesto economico complesso.
Dal 2009 il settore ha dovuto affrontare importanti aumenti dei costi:
- +116% per il denaro;
- +46% per l’energia elettrica;
- +16% per la manodopera.
A fronte di queste pressioni, la redditività media del comparto si mantiene intorno al 6% di EBITDA, rendendo ancora più importante l’utilizzo di tecnologie capaci di migliorare efficienza e produttività.
Azimut Holding, realtà con 140,9 miliardi di euro di asset totali a fine 2025, sottolinea l’importanza del monitoraggio costante di utili aziendali e consumi per affrontare l’attuale scenario economico.
Il futuro della logistica passa da persone e tecnologia
La carenza personale nella logistica resta una delle principali sfide per il settore, ma l’integrazione tra innovazione tecnologica e valorizzazione delle competenze può rappresentare una risposta concreta.
L’intelligenza artificiale, insieme alla formazione e alla crescita delle professionalità, può trasformarsi in un elemento strategico per migliorare la competitività delle imprese e costruire una supply chain più efficiente e resiliente.
La logistica del futuro non sarà quindi basata sulla sostituzione delle persone, ma sulla collaborazione tra capitale umano e strumenti digitali avanzati.
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