La riforma governance portuale è stata al centro dell’audizione del presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, Pasquale Russo, davanti alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del disegno di legge che punta a ridefinire l’assetto organizzativo e gestionale dei porti italiani.
Pur esprimendo apprezzamento per l’obiettivo di rafforzare il coordinamento delle politiche portuali e definire una strategia nazionale a sostegno della competitività del sistema portuale, Conftrasporto ritiene che il testo necessiti di ulteriori correttivi per evitare che la riforma resti incompleta.
“L’obiettivo di un maggior coordinamento e di una strategia centrale per la competitività del sistema portuale è un principio condiviso che darebbe forza a tutta la filiera logistica”, ha dichiarato Pasquale Russo nel corso dell’audizione.
Porti di Italia Spa al centro delle osservazioni
Tra gli aspetti evidenziati dall’associazione vi è il ruolo operativo di Porti di Italia Spa, soggetto chiamato a svolgere una funzione centrale all’interno del nuovo modello di governance.
Secondo Conftrasporto, è necessario approfondire alcuni profili normativi e istituzionali, a partire dal possibile rischio di incompatibilità costituzionale con l’articolo 117 della Costituzione e dal rispetto della normativa europea relativa alla concessione in house prevista per la società.
L’associazione sottolinea inoltre che, per garantire condizioni di concorrenza equilibrate tra gli operatori, sarebbe opportuno valutare una revisione delle attività svolte direttamente sul mercato dalla nuova società.
Canoni, tasse e competitività dei porti
Nel corso dell’audizione è stato affrontato anche il tema delle risorse economiche delle Autorità di Sistema Portuale. Conftrasporto ha evidenziato la necessità di offrire certezze alle imprese che operano nella logistica e nel trasporto merci, evitando che eventuali riduzioni delle disponibilità finanziarie possano tradursi in aumenti di canoni o tasse portuali.
Particolare attenzione è stata posta anche al perimetro operativo di Porti di Italia Spa, che secondo l’associazione appare ancora poco definito e potrebbe generare sovrapposizioni di competenze e incertezze gestionali.
Dragaggi e governance da rafforzare
Tra le criticità segnalate figura anche il tema dei dragaggi portuali. Conftrasporto ritiene che il nuovo impianto normativo non sia ancora in grado di superare le problematiche che da anni rallentano gli interventi necessari per garantire efficienza e competitività agli scali italiani.
L’associazione ha inoltre evidenziato che la riforma interviene sulla struttura delle Autorità di Sistema Portuale senza però prevedere un adeguato coinvolgimento delle rappresentanze delle imprese nelle decisioni strategiche riguardanti i porti.
Secondo Conftrasporto, il contributo degli operatori che investono quotidianamente nei settori della logistica, delle spedizioni, del trasporto marittimo e del trasporto merci potrebbe rappresentare un valore aggiunto per la definizione delle politiche nazionali della portualità.
Conftrasporto: necessario migliorare il testo
La riforma governance portuale, secondo Conftrasporto, rappresenta un passaggio importante per il futuro della logistica italiana e dei porti nazionali, ma necessita di ulteriori interventi per garantire maggiore chiarezza, efficienza operativa e competitività.
“Le associazioni rimangono escluse dalle decisioni degli scali, così come dalle scelte strategiche nazionali, che invece trarrebbero beneficio da un confronto con i soggetti che investono e operano”, ha sottolineato Russo.
Conftrasporto auspica quindi che il confronto parlamentare possa contribuire a migliorare il provvedimento, introducendo correttivi capaci di rafforzare il sistema portuale italiano e sostenere l’intera filiera della logistica e del trasporto merci.
“Daremo il nostro contributo in maniera propositiva e costruttiva”, ha concluso il presidente di Conftrasporto.
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